Ex campione della Juventus condannato in appello per le minacce a un avvocato

Il 52enne aveva aggredito verbalmente il legale in un ristorante di Misano, il motivo del contendere era stato una sigaretta accesa

Dopo l'asoluzione del Giudice di Pace in primo grado, l'appello ha visto arrivare la condanna per l'ex calciatore della Juvetus e della Sampdoria, accusato di ingiurie e minacce all'avvocato riminese Marco Ferri. La vicenda risale al luglio del 2007 quando, il legale, era andato a cena con la famiglia in un noto ristorante di Cattolica. Qui il professionista aveva chiesto un tavolo all'aperto proprio per poter fumare in pace e senza dare fastidio alle altre persone ma quando aveva chiesto un posacenera al cameriere l'ex calciatore, che aveva conquistato due scudetti con Juve e Samp oltre a una Coppa intercontinentale sempre con la Vecchia Signora, il quale si trovava nel tavolo a fianco è insorto.

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L'ex bianconero, in preda alla rabbia, aveva aggredito verbalmente l'avvocato che, a suo dire, col fumo infastidiva la moglie del calciatore. Nel parapiglia, il 52enne era arrivato a minacciare il legale di spegnergli la sigaretta in un occhio e, per riportare tutti alla calma, erano intervenuti i carabinieri. In seguito a quel litigio, l'avvocato Ferri aveva sporto denuncia e, in primo grado, la causa era finita davanti al Giudice di Pace. Nel dicembre del 2014 il calciatore, comparso davanti al magistrato, si era detto molto sorpreso di essere alla sbarra e negando di aver proferito ingiurie e minacce, ma ammettendo che aveva chiesto di smettere di fumare: due testimoni avvaloravano la versione di Ferri, al contrario di altri due, il titolare del locale e una passante. Il Giudice di Pace aveva assolto l'ex juventino, come da richiesta del Pm, ma l'avvocato Ferri aveva presentato ricorso. L'appello, però, ha ribaltato la decisione del primo grado e, pur dichiarando i reati prescritti, ha condannato il 52enne a una multa di 250 euro e il pagamento delle spese legali quantificate in 1700 euro.

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