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Cronaca Marina Centro / Lungomare Claudio Tintori

Oggi è una cattedrale nel deserto, l'ex Delfinario a una svolta. Dal 2023 sarà il rifugio delle tartarughe

Nuova vita per uno dei simboli del turismo balneare riminese, chiuso dal 2017 dopo inchieste e un lento declino. Fondazione Cetacea e Club Nautico Rimini sono pronte: "L'iter si sblocca, a giugno riapriamo"

E’ una ferita aperta nel cuore della città. Proprio sul lungomare Tintori. Una cattedrale nel deserto, o meglio sulla spiaggia, oggi malandata e fatiscente. Chiuso dal 2017, in ostaggio di mille vicissitudini compresa un’inchiesta sui maltrattamenti degli animali, ora l’ex Delfinario prova a rimettersi in piedi. Stavolta per davvero. Ma non ospiterà delfini, bensì va avanti il progetto di trasformare uno dei simboli del turismo balneare riminese nell’Ospedale per tartarughe marine. Fondazione Cetacea e Club Nautico Rimini, che si sono aggiudicati il bando per la gestione dell’immobile, annunciano l’atteso punto di svolta: entro il prossimo giugno al massimo, nella migliore delle previsioni forse già a Pasqua, l’ex Delfinario riaprirà i battenti con la nuova veste. La comunicazione è giunta in una conferenza stampa, nel quartier generale del Club Nautico di Rimini, alla presenza anche dell’assessore all’Ambiente del Comune di Rimini Anna Montini.

Arriverà la “sanatoria”

Il progetto era rimasto al palo non tanto per una questione di sostenibilità, quanto perché una parte dell’ex tempio dei delfini si era scoperto essere abusivo. Una parte, lato Ravenna, è già stata demolita, mentre altri manufatti in caso di abbattimento rischierebbero il crollo di parti portanti, per questo si giungerà a una sanatoria con la motivazione “di evitare di pregiudicare la struttura portante”, ha spiegato l’assessora Montini. Durante gli scorsi giorni c’è già stato un confronto con l’amministrazione comunale, l’iter per consentire lo sblocco dell’immobile va avanti. Per l’inizio l’ex delfinario “sarà aperto con un minimo intervento, ma che consentirà l’avvio delle prime attività”, ha spiegato Sauro Pari, presidente di Fondazione Cetacea -. Poi il secondo step prevede una riqualificazione globale”.

Sarà la casa delle tartarughe

Grazie a un finanziamento di 50 mila euro giunto dalla Regione Emilia Romagna sono già state acquistate le 16 vasche circolari, da 1.500 litri ciascuna, che saranno utilizzate per ospitare, curare e riabilitare le tartarughe. Unita a questa parte, dalla prossima estate sarà in funzione anche l’ambulatorio veterinario specializzato per rettili. Gianfranco Santolini, presidente del Club Nautico, spiega come “il progetto sarà poi strettamente legato alla Scuola del Mare del Club Nautico con uscite per conoscere l’ecosistema marino”. Sauro Pari ha poi sottolineato come evolverà Fondazione Cetacea: “Che non si trasferirà a Rimini, perché abbiamo bisogno di una fondazione in ogni città di mare. Qui ci sarà il quartier generale con l’apertura al pubblico, mentre a Riccione si proseguirà con i progetti”. In vista dell’apertura sono già state assunte due biologhe marine.

Parte la raccolta fondi

Per riportare ai fasti del passato l’intera struttura dell’ex Delfinario ci andranno molti fondi. Per questo motivo l’idea di Santolini e Pari è quella di aprire fino alla fine dell’anno un crowfunding a sostegno del progetto. “Il nostro è un appello a tutti i cittadini e al mondo imprenditoriale – è stato spiegato al Club Nautico -, per fare in modo che ci sia un supporto per proseguire nel progetto. Con una donazione ci aiutate a prenderci cura delle tartarughe marine, a preservare il nostro mare e a sistemare uno dei simboli del passato della nostra città”.

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