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Cronaca

L'expo di Poznan ospita i profughi fuggiti dalla guerra, le fiere di Bologna e Rimini vanno in loro aiuto

In pochi giorni i due expo di Rimini e Bologna hanno promosso una gara di solidarietà tra il personale con l’obiettivo di spedire il materiale in Polonia, a Poznań

Bancali e decine di scatoloni pieni di biancheria, cibo, abbigliamento, giochi e materiale scolastico, sono stati raccolti da Bologn aFiere e Ieg-Italian Exhibition Group grazie alla generosità dei propri dipendenti. In pochi giorni i due expo di Rimini e Bologna hanno promosso una gara di solidarietà tra il personale con l’obiettivo di spedire il materiale in Polonia, a Pozna?, città polacca dove il centro fieristico è in prima linea nell’accoglienza delle persone fuggite dall’Ucraina a causa della guerra. L’iniziativa a supporto dell’expo di Pozna? rientra nell’operazione di solidarietà nei confronti dei rifugiati ucraini promossa da Emeca, l’associazione internazionale che riunisce i principali centri fieristici europei, per supportare le realtà fieristiche più coinvolte nell’accoglienza dei profughi, come Amburgo e Pozna?.
Alla fiera della città polacca è arrivato dunque il mezzo che trasportava il materiale raccolto dai dipendenti delle due società fieristiche dell’Emilia-Romagna: biancheria e abbigliamento per adulti e bambini, prodotti per l’igiene personale, giochi per i più piccoli, materiale scolastico, acqua, cibo e un contenitore speciale con prodotti alimentari senza glutine.

“Ringraziamo tutti i dipendenti delle nostre società che hanno aderito con entusiasmo a questa iniziativa di solidarietà nei confronti dei rifugiati ucraini – affermano Alessandra de la Ville sur Illon, direttrice del personale di Bologna Fiere e l’omologa di Ieg Silvia Fabbri –. L’attività delle nostre fiere è ripresa finalmente in presenza dopo due anni sofferti a causa della pandemia, ma non possiamo non pensare a ciò che sta accadendo in Ucraina: molte fiere dei Paesi confinanti si sono messe a disposizione per accogliere i tanti rifugiati e anche noi abbiamo voluto partecipare con un gesto simbolico a questo impegno, per ribadire il nostro più fermo sostegno alla pace e la condanna di un’azione che ha costretto milioni di ucraini a fuggire dal proprio Paese”.

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