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Falso contratto di lavoro in cambio di soldi: arrestati

Due fratelli bengalesi di 35 e 45 anni, titolari di una bigiotteria ed una bancarella al mercato, e il nipote di uno dei due, 28enne, sono stati arrestati mercoledì mattina dagli agenti della Polizia Municipale di Rimini

Avevano chiesto 5mila euro ad un connazionale in cambio di un contratto di lavoro. Due fratelli bengalesi di 35 e 45 anni, titolari di una bigiotteria ed una bancarella al mercato, e il nipote di uno dei due, 28enne, sono stati arrestati mercoledì mattina dagli agenti della Polizia Municipale di Rimini - in esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip riminese Sonia Pasini - mentre stavano per rientrare in Bangladesh.

L'episodio parte dal lontano 2009, quando la vittima, 34enne, ha chiesto ai datori di lavoro di esser regolarizzato dopo aver lavorato in nero. I connazionali, a quel punto hanno chiesto una cospicua somma di denaro, 5mila euro, 1.500 dei quali in anticipo. Tuttavia il contratto era falso. Una sera, precisamente il primo aprile del 2011, il dipendente si era presentato nell'appartamento di uno dei due fratelli chiedendo gli arretrati non pagati.

Nella circostanza l'uomo è stato aggredito. A quel punto il 34enne ha sporto denuncia. Le indagini hanno portato il giudice Pasini (pm Davide Ercolani) a firmare tre ordinanze di custodia cautelare, che sono state eseguite mercoledì mattina. Le accuse sono di estorsione e lesioni in concorso. E' emerso che l'attività che il terzetto apriva duravano pochi mesi, lasciando i connazionali senza lavoro e senza permesso.

Inoltre avevano dichiarato false denunce dei redditi, millantando 50mila euro a fronte di un reddito tra 2mila e 3mila euro, grazie anche all'aiuto di un compiacente commercialista, attualmente non identificato.

 


 

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