“Fameja Arciunesa” dona un nuovo dispositivo al Ceccarini

Tale procedura richiede, per una migliore esecuzione, che il colon sia debitamente disteso, e l'insufflatore di anidride carbonica svolge proprio questa funzione

E’ stata presentata all'ospedale di Riccione un nuovo apparecchio donato alla Radiologia. Dopo la donazione della Tac, un altro importante atto di liberalità a favore dell'Ospedale è stato infatti effettuato dalla “Fameja Arciunesa”, che ha fatto dono alla struttura di un Insufflatore automatico di anidride carbonica, a supporto proprio della nuova tac, utilizzata presso l'Unità Operativa di “Radiologia” diretta dal dottor Fabio Denicolò.

Questo apparecchio, del valore di diecimila euro, serve infatti per migliorare l'esecuzione e la qualità della tac del colon. Tale procedura richiede, per una migliore esecuzione, che il colon sia debitamente disteso, e l'insufflatore di anidride carbonica svolge proprio questa funzione. Prima dell'acquisizione dell'apparecchiatura, l'esame veniva effettuato con una modalità, detta dell'aria – ambiente, che rendeva l'esame non ripetibile nell'immediato, e che oltre a consentire una minore qualità dell'esito, creava anche un maggior senso di gonfiore e pesantezza al paziente.

Grazie al nuovo Insufflatore automatico di anidride carbonica, oltre al miglioramento della qualità dell'esecuzione, il paziente avrà anche meno disagi “collaterali”. Ogni anno presso l'Ospedale di Riccione vengono eseguite all'incirca 300 tac del colon e, come ha spiegato il direttore dell'Unità Operativa Fabio Denicolò, “questo apparecchio consente anche di fare due esami nello stesso giorno, qualora ad esempio dalla colonscopia non si riescano ad ottenere i dati che servono, con meno disagi per il paziente”.

Sentiti i ringraziamenti alla “Fameja Arciunesa” da parte del direttore medico del presidio Romeo Giannei, il quale ha voluto sottolineare “la continuità e la costanza di questi atti di liberalità”. Il presidente dell'associazione, Giuseppe Lomagro, ha infatti rimarcato che “da tanti anni diamo supporto a questo ospedale, e l'abbiamo fatto per un po' tutti i reparti, con apparecchiature, ma al bisogno anche con impianti di condizionamento dell'aria o progetti di informatizzazione. Quest'anno ci stiamo impegnando per la statua dedicata a Maria Borman Ceccarini, fondatrice dell'Ospedale. E poi c'è stato il grande impegno di due anni fa, con la donazione della Tac”. Apparecchio che, ha detto il dottor Denicolò, in due anni ha svolto oltre ventimila esami.
 

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