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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca Centro / Via Ducale

Famiglia sfrattata costretta a dormire in auto, presidio sotto le finestre dell'assessorato

Organizzato da Sportello Casa ADL Cobas, una delegazione ha incontrato l'assessore Gianfreda per la situazione in cui si trovano Sabri e Yosra

Nel pomeriggio di giovedì lo Sportello Casa ADL Cobas ha organizzato un presidio sotto l’Assessorato alle Politiche sociali e abitative di Rimini per richiamare l'attenzione sulla famiglia di Sabri e Yosra che, sfrattati, sono costretti a dormire in macchina insieme ai loro due figli. Una situazione emersa dopo la denuncia della moglie, che ha spiegato di aver trovato solo porte chiuse in faccia quando si è rivolta alle istituzioni per chiedere aiuto, spiegando come sia il marito che il figlio più piccolo siano rimasti invalidi. Il padre, infatti, ha perso la mano sinistra il 1 gennaio del 2019 quando aveva visto il ragazzino raccogliere da terra un petardo inesploso e mentre glielo strappava l'ordigno è esploso provocando la menomazione al genitore e gravi lesioni al piede del giovane. In seguito a quell'incidente il capo famiglia, che da 30 anni vive a Rimini, aveva perso il proprio lavoro di comandante di un peschereccio non riuscendo più a pagare l'affitto della casa in cui vivevano tanto da arrivare allo sfratto.

Durante il presidio una delegazione ha incontrato l’assessore Gianfreda:  “un confronto – dice Lisa Lombardini delegata ADL Cobas - che dalla situazione specifica di Yosra e Sabri ha toccato quella più complessiva che riguarda centinaia di persone e famiglie nel nostro territorio che vivono in situazioni di precarietà abitativa”. “Un incontro non del tutto esauriente anzi – continua Lombardini - in cui abbiamo tracciato un percorso che per quanto ci riguarda non può che avere nell’accesso ad un alloggio di edilizia residenziale pubblica il suo obiettivo e traguardo, considerato che il padre e il figlio minore sono entrambi invalidi al 100% a causa di un grave incidente e la moglie è assoggettata dal lavoro di cura dei famigliari invalidi”. Il padre peraltro a breve dovrà sottoporsi ad un nuovo intervento chirurgico che renderà ancora più difficoltoso l’ingresso di Yosra nel mercato del lavoro.

“Continua ad emergere in maniera netta come da un lato siamo in assenza di politiche abitative degne di questo nome, con un parco immobiliare che negli anni non è stato ampliato per rispondere ad un aumento dei bisogni e in cui ci si nasconde dietro alle leggi per coprire le lacune di un welfare e di investimenti assolutamente non adeguati” afferma Federica Montebelli, altra referente dello Sportello casa Adl Cobas. Le delegate e i delegati intervenuti oltre alle persone solidali presente, hanno messo in evidenza come da tempo “denunciamo come le conseguenze della pandemia non abbiano colpito le persone indistintamente, ma si siano fatte sentire sui cittadini in maniera iniqua, allargando ancora di più la forbice delle disuguaglianze, sia dal punto di vista della tipologia di lavoro (in aumento lavoro povero, intermittente e spesso in nero), sia della qualità abitativa, e  lungo la linea del colore e del genere”.

Dall’altro lato, conclude la nota di Adl Cobas, "permane anche l’atteggiamento di fondo con il quale le Istituzioni affrontano il tema, agendo un rovesciamento della realtà e spingendo sulla produzione di stigma, della colpa individuale e su meccanismi gerarchizzanti e denigratori: se perdi la casa, se vieni sfrattato è colpa tua che non fai abbastanza, è colpa tua perché non produci i documenti che servono, è colpa tua perché non trovi in autonomia una casa". Dopo l’incontro, le delegate dello Sportello Casa ADL Cobas hanno fatto presente che “continueremo ad essere al fianco di Yosra e Sabri e di tutte le altre famiglie e singoli che vivono una condizione di precarietà abitativa o sono sotto sfratto. Continueremo ad organizzarci e lottare con loro, pronti a tornare in presidio sotto l’assessorato qualora alle parole e alle opzione individuate durante il confronto odierno non seguano azioni concrete”.

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