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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

La famiglia sfrattata: "Ci hanno trovato un posto per dormire, poi saremo nuovamente all'addiaccio"

Yosra: "Un tetto per due notti è sempre meglio di niente". Organizzata una manifestazione di sensibilizzazione sotto le finestre dell'assessorato ai Servizi sociali

Un tetto temporaneo, dove potranno dormire tranquillamente Sabri, Yosra e i loro due figli che dopo essere stati sfrattati si erano ridotti a vivere nell'abitacolo della loro auto sotto le finestre dell'assessorato ai Servizi sociali di Rimini per attirare l'attenzione sulla loro situazione. Dopo la denuncia della donna, che avrebbe trovato solo porte sbattute in faccia, a mobilitarsi sono stati Casa Madiba Network e ADL Cobas che hanno trovato una struttura ricettiva disponibile ad accogliere la famiglia per alcune notti e annunciano già una manifestazione in via Ducale per sensibilizzare ulteriormente l'amministrazione comunale sulla vicenda che vede coinvolto il nucleo famigliare. "Non dormire in strada è già molto - ha spiegato Yosra - e siamo contenti per questa possibilità che ci è stata data ma sappiamo già che nei prossimi giorni dovremo lasciare questa soluzione e torneremo a stare nell'abitacolo dell'auto parcheggiata sotto l'assessorato. In tanti ci hanno chiamato per darci conforto ma gli unici che non si sono fatti sentire sono i dirigenti del Comune e questo mi fa molta rabbia".

Sia il marito di Yosra, Sabri, che il figlio minorenne della coppia sono invalidi: il padre, infatti, ha perso la mano sinistra il 1 gennaio del 2019 quando aveva visto il ragazzino raccogliere da terra un petardo inesploso e mentre glielo strappava l'ordigno è esploso provocando la menomazione al genitore e gravi lesioni al piede del giovane. In seguito a quell'incidente il capo famiglia, che da 30 anni vive a Rimini, aveva perso il proprio lavoro di comandante di un peschereccio non riuscendo più a pagare l'affitto della casa in cui vivevano tanto da arrivare allo sfratto. Sulla loro vicenda era intervenuto l'assessore ai Servizi sociali, Kristian Gianfreda, che in una nota aveva spiegato come la famiglia avesse fatto un primo accesso alla struttura comunale nel luglio del 2020 dove gli erano state spiegate le procedure per i contributi disponibili sul fondo morosità incolpevole, aiutati a fare le pratiche corrette per il reddito di cittadinanza dopo che avevano presentato una domanda incompleta ed erogato un contributo economico per il pagamento utenze domestiche. "Abbiamo spiegato all’uomo - aveva aggiunto Gianfreda - che il Servizio sociale può intervenire solo qualora la famiglia  riuscisse a trovare in autonomia una soluzione abitativa, potendo poi il pubblico intervenire con il supporto economico all’affitto"

Le motivazioni dell'assessore, tuttavia, hanno lasciato "sbigottiti" i rappresentati di Casa Madiba Network e ADL Cobas che sul loro profilo Facebook hanno fatto notare come "si tratta né più né meno che di un rovesciamento del senso della realtà, perché conferma a chiare lettere, che nel nostro paese non solo non esistono politiche abitative degne di questo nome ma se la casa la perdi, se vieni sfrattato è colpa tua che non fai abbastanza, è colpa tua perché non produci i documenti che servono, è colpa tua perché non trovi in autonomia una casa. Noi oggi abbiamo accolto Sabri e Yosra, li abbiamo ascoltati, non li abbiamo giudicati e saremo al loro fianco giovedì 10 Febbraio alle ore 14.30 per un presidio davanti ai servizi sociali, in via Ducale. Abbiamo trovato una risposta temporanea, del tutto provvisoria, presso un hotel del territorio, nei prossimi giorni ci attiveremo affinché queste parole non siano vane".

A ribattere alle dichiarazioni dell'assessore Gianfreda è stato anche l'avvocato Luigi Patimo che segue la famiglia di Sabri e Yosra e che ritiene come la risposta del responsabile dei Servizi sociali "dimostri ancora una volta la burocratica indifferenza del Comune di Rimini". "I Servizi Sociali - prosegue il legale - non sono un ufficio informazioni ma un ausilio al cittadino in difficoltà: semmai avrebbero dovuto attivarsi esecutivamente per risolvere tutte quelle attività solo “illustrate”, tipo la morosità incolpevole oppure il reddito di cittadinanza, la cui redazione risultava incompleta. La famiglia, secondo l’assessore, avrebbe dovuto prima recarsi in un’agenzia immobiliare, chiedere in affitto una casa, provvedersi con una fidejussione bancaria e poi magari attendere con pazienza l’ausilio del Comune. Tutto molto bello ma assolutamente irrealistico oltre che irrealizzabile. E’ ovvio che l’unica cosa che sarebbe effettivamente necessitata era una casa alloggio ancorché provvisoria. In data 11 maggio 2021 il Comune erogava alla famiglia un contributo economico per il pagamento delle utenze di casa, una tantum. Il nucleo famigliare è stato inserito solo nel 2022 nella graduatoria per le case popolari e non prima, proprio per la solerte e puntuale efficienza del Comune. Gli stessi Servizi Sociali non hanno mai contattato il nucleo famigliare semmai è stato il nucleo famigliare a contattare – peraltro molte volete e inutilmente- i Servizi Sociali che hanno poi negato anche recentemente di aver ricevuto la documentazione afferente lo sfratto, contestando alla stessa famiglia di avere i soldi per l’avvocato (che ha assistito in due anni gratuitamente la famiglia) però di non pagare l’affitto. L’aiuto del Comune di Rimini è stato cosi assiduo e puntuale che la famiglia si è rivolta lo stesso giorno dello sfratto trepidante ai Servizi Sociali con un figlio minore ed uno appena maggiorenne, ricevendo sempre la stressa risposta: non possiamo fare nulla, tanto che, vista la disperazione della famiglia sono dovuti intervenire i Carabinieri presso l’assessorato i Servizi sociali. E’ stata inviata una mail in dicembre 2021 ed una in data 28 gennaio 2022 dal legale della famiglia per un intervento urgente a favore dei miei assistiti, sia all’assessore Gianfreda e sia al Sindaco di cui però si attende ancora risposta. L’unica risposta data in tutto questo tempo ricevuta dai Servizi Sociali del Comune di Rimini alla famiglia di Sabri e Yosra è stata: non possiamo fare nulla. Purtroppo questo non è un film ma la vita vera".

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