Famiglie: sono 66.355 quelle residenti a Rimini, il 36% unipersonali, gli aiuti del Comune

Diminuiscono quelle con uno o due figli ma aumentano quelle numerose, 1.058 quelle con 6 o più persone

Le famiglie residenti a Rimini, al 30 giugno 2018 sono 66.355; 387 in più rispetto all’inizio dell’anno, ed in notevole incremento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno nel quale erano aumentate di sole 32 unità. I nuclei familiari composti da un’unica persona sono la maggioranza (24.239) erappresentano il 36% del totale. Le famiglie di due componenti sono rimaste ferme al 27% e contemporaneamente invece sono leggermente diminuite quelle da 3 e 4 componenti e su questo incide la minore propensione ad avere figli da parte di coniugi o coppie di fatto. Crescono però quelle numerose, con sei o più componenti, che arrivano a 1.058 componenti.

Proprio alle famiglie numerose sono dedicati alcuni servizi di welfare locale. Da quello degli assegni alle diverse esenzioni o facilitazioni per le imposte sui rifiuti o sui trasporti pubblici. Ogni anno sono più di 100 le famiglie riminesi ad usufruire dello specifico di sussidio alle famiglie numerose, con una media di circa 580 euro ognuna. Numeri e medie che si mantengono piuttosto stabili nel corso degli ultimi anni. “Aumentano i cittadini – commenta Gloria Lisi, assessore alla protezione sociale del Comune di Rimini – e crescono anche le famiglie riminesi. Il tema che si pone è quello dei figli. Come ho già ribadito più volte non possiamo pensare che in un paese moderno come dovrebbe essere il nostro, mettere al mondo dei figli sia considerato un lusso. Purtroppo in Italia lo è a causa di politiche nazionali inesistenti che mettono tutto sulle spalle degli enti locali. Il paradosso riminese è che crescono quelle numerose ma diminuiscono quelle composte da uno o due figli. Perdere questa parte di famiglie significa rinunciare al futuro. Il piccolo ma importante supporto che diamo alle famiglie numerose sta dando i suoi frutti, speriamo che a livello nazionali si attivino, visto anche il nuovo ministero dedicato alla famiglia, per arrivare finalmente al quoziente familiare come strumento di sostegno concreto a chi cresce dei figli. Sarebbe un bel segnale per far crescere le nostre comunità non solo a livello di singoli, ma anche di famiglie, più o meno numerose”

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