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La Farmacia dell’Amarissimo compie cent’anni

In quegli anni infatti Gabriele D'Annunzio aveva definito l'Adriatico “mare amarissimo“, per il dominio austriaco in quelle acque, e fu così che il dott. Passerini

Presentata l’iniziativa promossa dalla storica Farmacia dell’Amarissimo di viale Ceccarini in occasione del centenario della sua nascita (1912-2012). “Era il 1908 – ha ricordato il professor Giordano Bruno Guerri – e Gabriele D’Annunzio si trovava ad un’anteprima di una sua opera teatrale, ‘La Nave’. Fu allora che alzò il calice e proruppe in un brindisi destinato a fare storia, e a provocare quasi un incidente diplomatico tra l’Italia e l’Austria-Ungheria: ‘Brindo all’amarissimo Adriatico!’".

"Per il Vate - continua Guerri - l’Adriatico non ancora completamente italiano era una ferita aperta e sanguinante. Era il “polmone sinistro ammalato dell’Italia”. Da qui, da questa citazione di D’Annunzio, prese il nome la centenaria Farmacia dell’Amarissimo di viale Ceccarini, acquistata nel 1922 per 58 mila lire dal dott. Arnaldo Passerini, nonno della signora Anna Innocenti, l’attuale titolare. “ Non è certo la volontà di apparire che mi ha spinto a celebrare i cento anni della farmacia di famiglia – spiega la signora Innocenti – quanto un debito di riconoscenza che sentivo di avere verso mio nonno e verso mia padre”.

Nel suo intervento Guerri ha ripercorso il combattuto rapporto che Gabriele D’Annunzio ebbe sempre in vita con i farmaci e con le farmacie Al termine dell’incontro il Sindaco Massimo Pironi ha salutato il prof Guerri, uno dei più attenti e accreditati studiosi del Ventennio, omaggiandolo di una copia del volume di storia riccionese “Villa Mussolini, una finestra su Riccione” (Nives Concolino, Marina Giannini, Guaraldi Editore).

La Farmacia dell’Amarissimo compie cent’anni (1912-2012)

La Farmacia dell' Amarissimo di viale Ceccarini compie 100 anni. Fu aperta nel 1912 nell'allora viale Viola, poi diventato viale Ceccarini. Nel 1922 il dott. Arnaldo Passerini, figlio di Vittorio, farmacista di Finale Emilia, ne divenne proprietario e titolare e ne cambiò il nome in Farmacia dell'Amarissimo. In quegli anni infatti Gabriele D'Annunzio aveva definito l'Adriatico “mare amarissimo“, per il dominio austriaco in quelle acque, e fu così che il dott. Passerini, che condivideva la visione politica del Vate, chiamò la sua farmacia, farmacia dell'Amarissimo.

Giordano Bruno Guerri nasce nel 1950 in provincia di Siena. Dopo il liceo, si iscrive alla facoltà di Lettere Moderne, con indirizzo di storia contemporanea all'Università Cattolica di Milano, mantenendosi agli studi con lavori saltuari e correggendo bozze, prima a domicilio, poi per la Garzanti. Si laurea con lode con una tesi sulla figura di Giuseppe Bottai pubblicata poi da Feltrinelli. Scrive le norme grafiche ed editoriali per la Bompiani, tuttora in uso.

Successivamente pubblica libri sulla classe dirigente fascista, raccolte di documenti sul Duce, diventando di fatto lo storico vivente più autorevole ed innovativo del periodo fascista.Poi, nel 1980, diventa direttore di Storia Illustrata, dirige l'Indipendente, scrive e dirige un programma televisivo. Nel 1982 pubblica “Povera santa, povero assassino” che gli vale la definizione da parte della Chiesa di “strumento del demonio”.

Questa scomunica non lo ferma di certo, e decide di sviscerare i rapporti fra gli italiani e la chiesa, scrivendo appunto “Gli italiani sotto la Chiesa” e il saggio-inchiesta “Io ti assolvo”, che gli causa la “scomunica” editoriale della Mondadori. Poi pubblica “ Eretico e profeta” storia di un prete contro la Chiesa. Nel 2008 pubblica “D'Annunzio, l'amante guerriero” e diventa presidente dell'associazione Il Vittoriale degli Italiani. E' tuttora consulente del Comune di Pescara per gli eventi dannunziani e promotore del Forum delle città dell'Adriatico. 

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