Fase 2 e turismo, Pecci: "Via alla ripresa economica, ma dobbiamo pensare già alla riconversione"

"Si deve restituire agli imprenditori la libertà d'impresa altrimenti questa crisi ci farà sbattere contro un muro"

"Dopo quaranta giorni di domicilio coatto per affrontare la fase 1 del coronavirus è giunto il momento di pensare alla "fase 2", quella cioè della ripresa economica e poi alla fase 3 della riconversione. Ad affermarlo è Marzio Pecci, il capogruppo della Lega in consiglio comunale a Rimini. "Occorre programmare la ripartenza dell’economia, che richiede, quale prerequisito, la manutenzione degli impianti delle aziende e delle strutture turistiche".

"Chiedo alla Regione Emilia Romagna di redigere insieme ai rappresentanti delle categorie economiche ed al Servizio Sanitario, un Protocollo Sanitario ed un pacchetto di regole per impedire i contagi ed evitare agli imprenditori le azioni di responsabilità civile e penale qualora si verificassero, nelle loro aziende, casi di contagio da coronavirus".

Altro punto toccato da Pecci è la necessità di "predisporre una road map di ripresa delle attività economiche, chiedendo agli industriali, in accordo con le forze sindacali, di eseguire i test sierologici sui propri dipendenti al fine di garantirne la sicurezza, così come sancito dall’art. 2087 del codice civile e di predisporre appositi spazi singoli per consentire ai lavoratori di indossare i dispositivi di protezione individuale".

L'esponende del Carroccio chiede inoltre che gli operatori del turismo, balneari e albergatori, possano riprendere gradualmente le attività per ultimare i cantieri e svolgere i lavori di manutenzione e pulizia delle strutture: "tutte le attività dovranno essere svolte nel rispetto dei limiti imposti dalle ordinanze in vigore, con l’adozione di tutte le misure di prevenzione, oltre alla diligenza dell’imprenditore".

"Per il Protocollo sanitario - prosegue - l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha già dettato le linee guida che dovranno essere recepite e calate nelle realtà di ogni singola categoria economica. Il rispetto del “Protocollo Sanitario” sarà indispensabile per garantire la sicurezza agli ospiti e creare così la meta turistica di “Rimini città sicura”. E proprio il rispetto del protocollo sanitario avrà un costo che inciderà in misura rilevante sul prezzo del prodotto turistico, ma tutti devono essere consapevoli che è il solo modo per svolgere le attività in sicurezza e per ottenere sconti sul premio delle polizze assicurative del rischio coronavirus".

Continua Pecci: "Debellato il virus, tutto rientrerà nella normalità. Ma noi commetteremmo un grosso errore se non cogliessimo l’opportunità che la crisi offre di 'saltare il fosso', per costruire un prodotto turistico unico al mondo, frutto di una industria che lavori dodici mesi all’anno, compresa la spiaggia. Per realizzare questo progetto occorre che i maggiori imprenditori, gli istituti di ricerca, i grandi progettisti del Paese, i grandi esperti di marketing e un filosofo, fondamentale in un periodo di pensiero unico come l’attuale, elaborino un progetto che disegni il turismo del futuro e sia idoneo a dare il via, in modo concreto, ad una nuova rivoluzione industriale del turismo riminese e/o della costa emiliano-romagnola".

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In questo scenario l'Amministrazione comunale, secondo Pecci, dovrà "riscrivere il Rue, abolire la tassa di soggiorno e la tassa di occupazione del suolo pubblico; rateizzare le imposte comunali (scadute e in scadenza) in tre anni e la raccolta rifiuti di Hera (considerati gli alti utili della società) in 60 rate, oltre alla più volte reclamata informatizzazione degli uffici comunali e sburocratizzazione. Si deve restituire agli imprenditori la libertà d’impresa accollandoci anche qualche rischio che la libertà comporta. Altrimenti questa sarà la crisi che ci farà andare a sbattere contro un muro ed allora sì che niente sarà più come prima".

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