Favorì il killer di Lidia Nusdorfi, ora nuovi guai per il pasticcere riminese

Un'ispezione dei carabinieri dell'Ispettorato del lavoro ha fatto emergere varie irregolarità nel negozio del 39enne che fornì un falso alibi a Dritan Demiraj per l'omicidio della sua ex compagna

Nuovi guai giudiziari per M.M., il 39enne italiano titolare della pasticceria dove lavorava Dritan Demiraj, l'albanese 29enne reo confesso per l'omicidio di Lidia Nusdorfi. L'uomo, che aveva fornito un falso alibi al killer e arrestato insieme al 29enne lo scorso 3 marzo, è infatti accusato dai carabinieri di aver impiegato del personale in nero nella sua azienda. Il personale del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Rimini, infatti, al termine di una indagine sulla legalità negli ambienti lavorativi lo hanno denunciato a piede libero perchè aveva alle proprie dipendenze 4 lavoratori in nero. In oltre a questo, l'uomo non aveva fatto sottoporre i propri operai, impiegati nei turni notturni, agli accertamenti medici di legge. Oltre alla denuncia a piede libero, per il titolare della pasticceria sono arrivate una serie di sanzioni pecuniarie pari a 29mila euro.

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