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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Cronaca

Fece esplodere bomba carta davanti al centro di accoglienza, ora vuole lavorare con loro

La proposta di uno degli degli imputati coinvolti nell’attacco di fine ottobre 2018 di risarcire con il lavoro la onlus

Probabilmente potrà comprendere meglio la portata del gesto che ha fatto: è questa l’opinione largamente condivisa tra dipendenti e soci della Cooperativa Sociale Cento Fiori sulla proposta di uno degli degli imputati coinvolti nell’attacco di fine ottobre 2018 risarcisca con il lavoro la onlus. La notizia, appresa dai giornali questa mattina, ha catalizzato l’attenzione dei colleghi che hanno visto un’interessante occasione educativa. Alcuni si sono proposti di fare da tutor al ragazzo, nel caso la richiesta avanzata dal suo difensore si concretizzi.

Certo – è stato detto – sarebbe stata auspicabile una maggiore riservatezza, vista la delicatezza della situazione e i soggetti coinvolti. Ma è stato rilevato che comunque si tratta del segno di voler riconoscere l’errore e voler andare al di là dei pregiudizi nei quali è maturato il grave gesto di due anni fa. Non dimentichiamo che con due molotov artigianali (non esplose) e la bomba carta i ragazzi per fortuna hanno arrecato solo dei danni a un portone e non ai nostri ospiti, colleghi e nemmeno a loro stessi. Per non parlare delle conseguenze che li segneranno certamente. Uno di loro ha chiesto di mettersi al servizio di chi ha attaccato. Bene. Se questo avverrà, la nostra cooperativa sociale farà in modo che il giovane abbia la possibilità di fare una esperienza educativa piena e interessante, dove il lavoro sarà il modo più proficuo per entrare in contatto con i migranti, con le loro storie, il loro vissuto.

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