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Cronaca

Femminicidio di Bellaria, le associazioni a difesa delle donne: "Urgente agire nel corpo collettivo della nostra società"

Tullia Bevilacqua (Ugl): “Più contributi alle donne e ai Centri antiviolenza. Convocazioni ad horas delle Conferenze di contrasto”

Mentre sono ancora in corso le indagini per ricostruire completamente il femminicidio di Bellaria, avvenuto sabato scorso con l'ex vigile 82enne Vittorio Capuccini che ha sparato uccidendo l'amante 72enne Oriana Brunelli per poi rivolgere contro di sé la pistola, si leva il grido delle associazioni in difesa delle donne che sottolineano come vi sia "l’urgenza di agire nel corpo collettivo della nostra società". A prendere posizione è il Coordinamento Donne Rimini che, in una nota, commenta "Un altro femminicidio. La violenza contro le donne agisce ancora nel nostro territorio, nella comunità di persone che vivono e lavorano accanto a noi. Una comunità forte ma non immune dall’odio irrazionale verso l’autodeterminazione delle donne. Gli episodi non sono più rari. Quello di Bellaria è solo l'ultimo in ordine di tempo. Vi è l’urgenza di agire nel corpo collettivo della nostra società: ciascuna persona dovrebbe farsi carico di sentire la profonda iniquità che colpisce le donne in una mattanza che sembra inarrestabile. Non bastano più le misure repressive, i codici rossi o i fiocchetti bianchi: dobbiamo continuare a lavorare insieme perché una vera educazione sentimentale venga fatta nelle scuole sin dalla prima infanzia, perché le parole e i pensieri e le riflessioni coinvolgano ragazzi e ragazze, perché tutte le nostre bambine si sentano al sicuro nel dire un “no”. Questa violenza ci interroga tutte e tutti, ci pone davanti a scelte che vanno compiute, adesso. Ci appelliamo alle istituzioni perché la guerra contro le donne diventi obiettivo da debellare, perché se ne parli in tutti i tavoli, perché si lavori per una concreta formazione dei cittadini a ogni livello. Non vogliamo più piangere le vittime, ma lavorare per una società più paritaria, democratica e inclusiva".

“Ennesimo femminicidio, con suicidio del carnefice, in Emilia-Romagna, questa volta a Bellaria, nell'esprimere il cordoglio ai famigliari della vittima, una donna di 70 anni, e condividendo lo sdegno della sindaca di San Mauro Pascoli – paese di origine dei due protagonisti di questa ennesima tragedia – condivido la valutazione dei tanti che parlano apertamente di emergenza. E, dunque, è necessario agire per risolverla, questa piaga”: sono le parole di Tullia Bevilacqua, segretario regionale di Ugl Emilia-Romagna, circa il caso di omicidio - suicidio a Bellaria che ha visto coinvolti sabato scorso due cittadini sammauresi. “Il bollettino di guerra parla di tre femminicidi avvenuti in appena 14 giorni dall'inizio del 2023 a livello nazionale. Nel 2022  le vittime donne sono state 122, di cui 100 uccise in ambito familiare e/o affettivo e di queste più della metà hanno trovato la morte per mano del partner o dell'ex - elenca ancora Tullia Bevilacqua - . Questa triste statistica ci dice che il fenomeno è aumentato del 3% sul 2021. Ma la gravità del fenomeno della violenza sulle donne si dimostra anche con un altro dato: l'aumento (del 15,7%, ndr) delle violenze sessuali. Scorporando i numeri dei femminicidi per regione, purtroppo, apprendiamo che l' Emilia-Romagna è quasi sempre maglia nera (nel 2021 preceduta soltanto dalla Lombardia), al Nord in media se ne verificano la metà”: aggiunge portando dati ufficiali il segretario regionale di Ugl Emilia-Romagna.

“Quanto sta accadendo ci obbliga a una profonda riflessione, anche ad un'analisi sugli strumenti di contrasto e supporto alle donne vittime di violenza. Appena il 10% delle donne che subiscono violenza o atti di persecuzione denunciano i propri aguzzini e nonostante l'adozione di misure come il Codice rosso la situazione non migliora. E al di là delle iniziative parlamentari che si stanno mettendo in moto – si parla in questi giorni di costituire una commissione bilaterale di inchiesta - c'è da rilevare subito la necessità da parte delle regioni e degli enti locali di incrementare con fondi propri i contributi previsti per le vittime dei reati di violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia e stalking: spesso, in caso di denuncia del partner, queste donne non possono nemmeno permettersi le spese processuali”: aggiunge Tullia Bevilacqua.

“Il cosiddetto 'ammonimento questorile' agli uomini violenti - puntualizza Tullia Bevilacqua - spesso, non ottiene il risultato desiderato. Le case rifugio per le donne maltrattate o minacciate sono del tutto insufficienti. E si sconta ancora un deficit culturale, istituzionale, verso le donne, visto che in molte sentenze di condanna di uomini che hanno ucciso le proprie partner, si legge ancora che questi ultimi siano stati colti da misteriosi “raptus” o “cieca gelosia”. Da parte dei giudici ci aspettiamo maggiore sensibilità ed erogazione di pene più severe. Il fenomeno è complesso, va affrontato in ogni aspettoed è necessario adottare un approccio straordinario. Una richiesta che l'Ugl porterà in seno all'Osservatorio regionale sulla violenza di genere con l'intento di rendere permanente e con convocazioni ad horas della Conferenza interdisciplinare che si interroga sul fenomeno e che si attiva principalmente in previsione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne".

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