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Cronaca

I giudici rifiutano la nuova perizia psichiatrica, confermata in Appello la sentenza per il femminicida

L'ex idraulico 72enne Giovanni Laguardia aveva ucciso a martellate la compagna 61enne Vera Mudra nel loro appartamento di Marina Centro

I giudici della Corte d'Appello di Bologna hanno confermato la condanna in primo grado a 23 anni per l'ex idraulico 72enne Giovanni Laguardia, difeso dagli avvocati Andrea Mandolesi e Linda Andreani, autore dell'assassinio a martellate della compagna 61enne Vera Mudra la cui figlia si è costituita parte civile con l'avvocato Cristiano Basile. Non è stata infatti accolta la richiesta dei legali del killer a sottoporre l'uomo a una nuova perizia psichiatrica e, la difesa, ha già annunciato il ricorso in Cassazione una volte lette le motivazioni della sentenza.

Il delitto era stato commesso nella notte del 26 ottobre del 2020 quando l'uomo, armato di martello, aveva infierito sulla compagna 61enne di origini ucraine. Lui era originario di Matera ed era al suo secondo matrimonio, lei dall'Est Europa, dove aveva dovuto lasciare anni fa i suoi tre figli. Secondo quanto era emerso dalle prime indagini la coppia, descritta molto riservata dai pochi vicini, negli ultimi tempi avrebbe iniziato ad avere dei dissapori per questioni di denaro. Pare che la pensione di Laguardia, che aveva lavorato per grosse aziende riminesi, non bastasse più alle esigenze della donna che aveva fatto la badante e che adesso avrebbe chiesto al marito di tornare a lavorare per aiutare i figli di lei all'estero. Una discordia che, col tempo, si era fatta sempre più pesante fino a scatenare il raptus omicida del 72enne. Laguardia, alla vigilia della sentenza di primo grado, aveva voluto fare alcune spontanee dichiarazioni ai giudici dicendosi dispiaciuto per il delitto e spiegando di aver ucciso la compagna per questioni economiche temendo di poter perdere tutti i suoi averi a causa delle continue richieste di denaro da parte di lei.

Femminicidio a Marina Centro

Dopo il delitto Laguardia aveva lasciato l'appartamento di via Pola e, nel cuore della notte, aveva girovagato per Marina Centro senza una meta. Solo verso le 3.40 il 71enne aveva chiamato il 113 spiegando di trovarsi in via Destra del porto e di aver ucciso la propria moglie. Ricevuta la chiamata, una pattuglia delle Volanti si era precipitata sul posto individuando l'uomo che alla vista degli agenti ha confessato il delitto indicando l'appartamento. L'uomo era stato accompagnato sul posto dagli agenti che, una volta entrati nell'abitazione, avevano trovato il corpo della 61enne in camera da letto con il cranio sfondato. Sul posto era poi arrivata oltre alla squadra mobile della Questura di Rimini, anche la scientifica e il medico legale. L'arma del delitto, un martello, era stata trovata poco distante dal corpo martoriato della 61enne.

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