Ferita nell’incidente di Capodanno sul Metromare costretta a chiedere l'assistenza domiciliare

Il racconto della signora: "Negli urti ho rotto entrambe le gambe in tre punti diversi per questo sono ancora allettata"

Sono stati 149 gli anziani a Riccione che nel 2019 hanno usufruito dell’assistenza domiciliare gratuita, per un monte ore totale di 11.005. L’assistenza a domicilio, come è noto, vuole favorire la permanenza delle persone anziane non autosufficienti nel proprio contesto di vita sostenendole nel lavoro nelle attività quotidiane come la cura personale e della casa. Il servizio è assicurato dal Comune due volte a settimane per le ore necessarie all’espletamento dell’assistenza di base a domicilio, quali igiene e cura della persona, piccoli riordini e commissioni. Gli orari sono poi modulati anche in base all’esigenza dell’anziano. Per quanto riguarda le disabilità o persone in condizioni di fragilità, nel 2019 sono state 51 quelle seguite a domicilio dai servizi alla persona del Comune di Riccione (al netto delle strutture diurne specializzate) per un monte ore complessivo di 4027. Il trasporto disabili, nel 2019, con abbonamento a tariffa agevolata e calmierata con fondi pubblici, è stato utilizzato da 63 persone (39 con disabilità e 24 anziani non autosufficienti). 

Tra le persone che si sono rivolte all'amministrazione comunale per richiedere l’assistenza domiciliare gratuita la 59enne che, nella notte di capodanno, rimase coinvolta nell'incidente del Metromare. La donna, la più grave dei 4 feriti, è una 59enne che venne poi dimessa dal pronto soccorso con una prognosi iniziale di 40 giorni. “Dopo l’incidente sul Metromare - ha raccontato la signora - sono stata costretta a richiedere l’assistenza domiciliare al Comune di Riccione, per la pulizia di casa, oltre a quella quotidiana che mi dà da sempre per la mia disabilità, il servizio sociale territoriale. Da quella notte sono costretta a letto, senza poter andare sulla mia sedia a rotelle, perché ho entrambe le gambe rotte. E ieri il medico mi ha detto che il gesso dovrò tenerlo per un altro mese. Tutto ciò per la bravata di un ragazzo”. 

“Quella sera - racconta la riccionese - per tornare a casa, ho preso il Metromare come all’andata. Ero nello stallo per disabili, la mia amica seduta davanti a me. C’era gente, ma non era affollato, e molti erano in piedi. Ad un certo punto una frenata terribile e siamo caduti tutti. Sono caduta dalla mia sedia a rotelle, finendo addosso alla mia amica e poi altre persone mi sono cadute sopra. Negli urti ho rotto entrambe le gambe in tre punti diversi per questo sono ancora allettata. E’ accaduto tutto in un secondo. Non ho avuto il tempo di avvertire il panico, ma solo il dolore alle gambe. E’ andata bene perché lì dentro è tutto di ferro, poteva andarci peggio. E se ci fosse stato un bambino piccolo in quel momento?”

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“Gli infermieri mi hanno preso e messa sulla sedia a rotelle - continua, mi hanno fatto scendere fino all’ambulanza e sono stata portata al Pronto Soccorso. La cosa più brutta è stata che in Ospedale ho visto anche il ragazzo che si era steso a terra davanti al mezzo del Metromare che arrivava e che ha causato l’incidente. Non solo non ha chiesto scusa ma quando ci ha visti ha detto quasi in maniera scherzosa buon anno a tutti. Ciò che è accaduto mi fa soffrire, perché sono sola, ho solo il budget limitato dell’assegno di invalidità e da poco ho perso anche una persona cara che mi aiutava. Se ci fosse stata sua mamma lì, mi chiedo?! Chissà se ha capito quanto dolore ha causato quella sua bravata. A me ne ha causato tanto”.    

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