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“Fermiamo la violenza: insieme si può”

E' stata presentata l'iniziativa di collaborazione tra la Commissione per le pari opportunità del Comune di Riccione e l’Arma dei Carabinieri

E' stata presentata l'iniziativa di collaborazione tra la Commissione per le pari opportunità del Comune di Riccione e l’Arma dei Carabinieri. Il Comandante della Compagnia Carabinieri di Riccione, Capitano Antonio De Lise ha illustrato all’Amministrazione Comunale il progetto “Fermiamo la violenza: insieme si puo’”. Nell’incontro, al fine di rendere possibile una più incisiva azione divulgativa e di sensibilizzazione sia delle vittime reali, sia potenziali, è stato distribuito un vademecum informativo, realizzato dal Comando Provinciale Carabinieri di Rimini, sul fenomeno della violenza sulle donne contenente una parte dedicata ai consigli utili per le vittime di violenza ed un’altra con l’elenco di tutti i Comandi del citato Comando Provinciale e relativi numeri di telefono a cui rivolgersi in caso di necessità.

“La violenza contro le donne – si legge nel vademecum presentato - rientra nelle violazioni dei diritti umani ed è una di quelle più frequenti. Recenti ricerche mostrano infatti che tra un quarto e un terzo della popolazione femminile è vittima di violenze perpetrate da persone molto vicine e nella quasi totalità dei casi si tratta di persone di sesso maschile, per questo si parla di violenza di genere. Il fenomeno della violenza contro le donne, che fino a pochi anni fa era considerato un problema secondario, un fatto spesso privato tra marito e moglie legato ad archetipi culturali, negli ultimi anni, grazie anche all’opera di sensibilizzazione svolta dalle forze dell’ordine, è divenuto un obiettivo di primaria importanza verso cui le istituzioni indirizzano energie e risorse.

L’obiettivo del vademecum è quello di offrire alle donne vittime di violenza, consigli utili al fine di evitare il fenomeno del sommerso in cui la donna vittima di violenza, non trova il coraggio di denunziare il proprio aggressore, preferendo tenere nascosta la violenza subita”. A tal proposito nel vademecum del Comando Provinciale Carabinieri di Rimini si invitano le donne vittime di violenza a non sottovalutare il rischio ma, al contrario, essere sin da subito consapevoli del problema. In alcune circostanze, di fronte ad una relazione indesiderata, è necessario “dire no” in modo chiaro e fermo, cercando di essere prudenti evitando di seguire sempre gli stessi itinerari e di fermarsi in luoghi isolati e appartati. In caso di molestie telefoniche è necessario registrare le chiamate (anche quelle mute) mantenendo la linea attiva per qualche secondo (senza parlare) in modo da consentire l’attivazione del sistema di registrazione dei tabulati telefonici.

E’ indispensabile, inoltre, annotare gli eventi più importanti che potrebbero risultare utili in caso di denuncia, raccogliendo più dati possibili sui fastidi subiti, per esempio, conservando eventuali lettere o e-mail a contenuto offensivo o intimidatorio. Tuttavia, chiunque si sente seguito o in pericolo deve sempre chiedere aiuto chiamando il numero di pronto intervento, “112” o rivolgendosi al più vicino Comando Carabinieri. “Non è un caso – ha aggiunto il Sindaco Massimo Pironi – che l’Arma dei Carabinieri presenti questo progetto proprio a Riccione e proprio alla vigilia della Notte Rosa, che deve essere un’occasione di divertimento ma nella sicurezza, nella prevenzione e nell’ottica del controllo del territorio. Un grazie all’Arma, dunque, perché oggi parliamo di fatti concreti come la prevenzione della violenza contro le donne. E’ il segnale che l’Arma c’è e partecipa a questi temi, e lo fa con la necessaria delicatezza ma anche con la consueta professionalità”.

 Maria Grazia Tosi, Presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Riccione ha ripercorso l’impegno e il lavoro messo in atto in questi anni dalla Commissione: “La Commissione Pari Opportunità e lo Sportello Donna sanciscono oggi una preziosa collaborazione con il Comando dei Carabinieri di Riccione per individuare assieme percorsi da condividere e perseguire al fine di contrastare il fenomeno della violenza sulle donne. In questi anni la CPO di Riccione ha lavorato per costruire o rrobustire  il  dialogo con la cittadinanza e con alcuni dei soggetti istituzionali ed associativi maggiormente impegnati sul territorio affinché  si  moltiplicassero le occasioni  per  riflettere su temi riguardanti la salvaguardia dei diritti di genere e non solo".

Continua Tosi: "Quello del fenomeno delle violenza, e nello specifico la violenza alle donne, è una delle tematiche più gravi; che tra le altre cose ci ha portato lo scorso anno alla realizzazione di un questionario cittadino mirato ad acquisire la percezione del fenomeno da parte della comunità riccionese. E alla domanda “Qual è la strategia giusta per contrastare la violenza?” il 36% sosteneva che servono maggiori controlli dalle Forze dell’Ordine. Ci ha fatto molto piacere quindi attivare una convinta collaborazione con il Capitano  Antonio De Lise, che assieme al Luogotenente Claudio Cacace  hanno ribadito la loro ferma volontà di interagire più da vicino con noi; cosa che in realtà già in parte accade, come ci spiegherà poi l’avvocata Lunedei, Legale dello Sportello Donna".

Tosi ha puntualizzato "che la linea operativa che come Commissione abbiamo da sempre seguita si snoda in due diversi ma complementari approcci: la linea della prevenzione e quella del contrasto. La linea di prevenzione consiste nel ‘fare cultura’ su questo tema, in particolare una cultura rivolta ai giovani: lo scorso 25 novembre ad esempio, di questo è stato relazionato davanti agli studenti delle medie superiori, proprio qui a Riccione all’Auditorim. Ma è anche alle più giovani età che ci si deve rivolgere, essendo il rispetto per le differenze e il rifiuto di qualsiasi forma di violenza presupposti fondamentali per diventare grandi con una giusta  coscienza".

"La linea di contrasto - ha aggiunto - consiste invece nell’attenta ricerca di tutte le sponde possibili di aiuto a favore di coloro che nel vortice violenza sono già entrate. La nostra Commissione per questo ha così negli anni allacciato significativi contatti e portato a temine iniziative con associazioni come  Rompi il Silenzio, con il Progetto Dafne, il Pronto Soccorso di Riccione, giudici ed avvocate penaliste, il Consultorio giovani, gli sportelli della Provincia, la Questura di Rimini; ed ecco ora esplicitata la collaborazione col C. dei Carabinieri di Riccione che rafforzerà l’efficacia di tale Rete. Un Tavolo tecnico mirato ad un protocollo d’intesa, che coinvolgerà i nodi della rete antiviolenza che già operano su Riccione e ne inserirà di nuovi, partendo dall’approfondimento della conoscenza dei dati relativi al fenomeno e della capacità per affinarne la lettura anche attraverso la loro comparazione; nonché dall’approfondimento della conoscenza dei diversi programmi già attivati in modo da valorizzarli ed implementarli sempre meglio. Un Tavolo che si concretizzerà in autunno, quando maggiore sarà l’attenzione che anche la comunità potrà prestarvi, e dal quale si coordineranno azioni condivise finalizzate a combattere il sempre più grave problema”.

I dati 2011 sulla violenza contro del donne nella Provincia di Rimini -  Sono state 284 le donne che si sono recate presso gli sportelli del territorio, dato in linea con il 2010. Di queste, 168 sono state prese in carico e predisposte in percorsi ad hoc, per consentire loro di uscire dalla situazione di violenza. Sono 116 quelle arrivate al servizio indirizzate dalla rete ospedaliera del territorio, in particolare dal Pronto Soccorso e dal Reparto di Ginecologia.

Dei 284 casi affrontati, 163 erano di violenza fisica e psicologia, 20 di violenza psicologica, 13 di violenza sessuale e psicologica, 11 i casi di stalking e violenza psicologica, 77 quelli di violenza combinata: fisica, sessuale, stalking, economica e psicologica. Raddoppiato nel corso dell’ultimo anno il numero delle donne in gravidanza che hanno subito violenza, passando dalle 19 del 2010, alle 37 del 2011. Di queste, 14 non hanno concluso la gravidanza, alcune perché hanno perso il bambino in modo spontaneo dopo la violenza, altre per interruzione volontaria.

Sono principalmente italiane, 57%, mentre il restante 43% è coperto dalle straniere, in maggioranza regolari. Le nazionalità rappresentate sono 22 e quelle che risultano maggiormente rappresentate sono albanesi, rumene, marocchine e ucraine. Il fatto che sono soprattutto le straniere regolari a rivolgersi al servizio, fa presumere che ce ne sia un ampio numero sommerso che rimane ancora in silenzio.

Per quanto riguarda le italiane, il 57,7 % presentano un reddito inesistente o molto scarso, anche se il 53% risulta avere un titolo di studio. La maggioranza dei casi avviene all’interno delle mura domestiche: nel 94% dei casi si tratta di marito o partner, o di ex marito o ex partner. Sportello Donna è un servizio di ascolto e consulenza pre-legale del Comune di Riccione. E’ affidato all’avvocato Carla Lunedei. Da qualche giorno lo Sportello Donna è attivo anche on-line  all’indirizzo e-mail: sportellodonna@comune.riccione.rn.it.

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