Festival del teatro, "Pensa Una Mano per Santarcangelo" ribatte alla Lega

L’attenzione a famiglie e imprese non è incompatibile con il sostegno alla cultura

"L’attenzione a famiglie e imprese non è incompatibile con il sostegno alla cultura". PenSa-Una Mano risponde all’attacco della Lega al Festival del Teatro. "L’avevamo anticipato nel corso dell’ultimo Consiglio comunale: non è passato neanche un giorno tra l’annuncio del Festival sulla rimodulazione della cinquantesima edizione e il comunicato stampa con cui la Lega è uscita per dire che bisognava chiudere tutto e destinare i fondi altrove.

Giovedì scorso, infatti, Santarcangelo Festival ha annunciato che, a causa dell’emergenza sanitaria in corso, l’edizione del cinquantennale dovrà essere rimodulata. Non più dieci giorni questa estate, ma solo cinque, con un proseguimento ideale nell’inverno 2020/21 e nell’estate del prossimo anno. Come si vede, quindi, diminuiscono le giornate previste per il 2020 e viene aggiunta una “coda” invernale, per poi inglobare nella cinquantesima edizione i dieci giorni di luglio 2021, che in condizioni normali avrebbero ospitato l’edizione numero 51.

Un programma distribuito su un tempo più lungo per far fronte alla riduzione operata sull’estate di quest’anno. Diversi, quindi, i mutamenti subiti dalla manifestazione a causa della situazione sanitaria attuale. Non ci sono dubbi – come precisato nel comunicato stampa del Festival – che la cinque giorni dell’estate 2020 si svolgerà nel pieno rispetto delle prescrizioni indicate dal Governo e dagli altri enti competenti per assicurare lo svolgimento del Festival in piena sicurezza. Sorprende, invece, che proprio la Lega paventi rischi derivanti dall’arrivo a Santarcangelo di spettatori e compagnie provenienti da tutto il mondo – cosa che, per inciso, nell’estate 2020 non accadrà – quando negli scorsi anni erano state proprio le opposizioni a sostenere che “al Festival non ci viene nessuno”.

"Quanto ai fondi da destinare alle famiglie e alle imprese, occorre ribadire anche in questo caso quanto già affermato nel corso del Consiglio comunale: con le variazioni al bilancio approvato, anche sulla scorta di quanto decideranno il Governo e la Regione, verranno determinate le risorse e le modalità per un sostegno efficace e concreto al tessuto economico e sociale di Santarcangelo. In questo caso, come in altri a livello locale e nazionale, ci troviamo di fronte all’aberrante tentativo di scatenare una “guerra tra poveri”, facendo passare il messaggio che, assegnando fondi alla cultura, si vadano a sottrarre risorse per le famiglie e le imprese in stato di necessità.Si coglie in altre parole l’occasione di questa situazione di crisi per un nuovo attacco frontale alla cultura e in particolare al Festival del Teatro, esercizio particolarmente caro alle destre santarcangiolesi".

“A me l’ipotesi di destinare altrove i fondi stanziati per la cultura, perché ritenuta non prioritaria, non piace per due semplici ragioni” diceva il consigliere Wild già due settimane fa. “Prima di tutto perché quando ripartiremo, a maggior ragione in un paese come Santarcangelo, avremo ancora più bisogno di queste iniziative, che rappresentano la nostra linfa vitale. Seconda ragione, forse in questa lotta iconoclasta alla cultura si dimentica che in questo ambito lavorano tante persone, lavoratori che non hanno meno dignità o diritti rispetto ad altri. Quindi, anche se alcune iniziative dovranno essere riviste alla luce della situazione in cui ci troviamo – aveva concluso Wild in Consiglio – io non condivido l’idea secondo cui occorra fare tabula rasa”.

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Non serve aggiungere altro: la lista civica PenSa–Una Mano per Santarcangelo ribadisce che l’attenzione alle famiglie e alle imprese, in base al principio secondo il quale “nessuno deve restare indietro”, non può né deve essere considerata incompatibile con il giusto sostegno da riconoscere alla cultura.

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