Film Rai su Riccione, scoppia la polemica: "La città ne esce con le ossa rotte"

L'attore Gianluca Vannucci (Pd): "Uno spot negativo, ci sono già oltre 10mila commenti negativi"

Il 23 luglio è stato mandato in "onda" in Rete il web film della Rai "Riccione" che ha già registrato un milione e duecentomila visualizzazioni. Peccato, che il progetto, stia facendo infuriare molti riccionesi e soprattutto il Pd. A stroncare a nome del Partito Democratico il film è l'attore e produttore riccionese Gianluca Vannucci.

Vannucci non si spiega come dall’assessorato alla cultura e al turismo "abbiano potuto permettere la messa in onda di uno spot così negativo. Purtroppo i riccionesi che non lo hanno visto o neppure ne sono a conoscenza, dovrebbero indignarsi per come ne esce la nostra città: letteralmente con le ossa rotte. Temo molto un danno d’immagine. Inutile sbandierare un milione di visualizzazioni o addirittura che il progetto è costato zero al Comune, quando i dislike sono già a quota 10mila, un vero e proprio record in negativo. Un film web che si chiama Riccione e che di Riccione non ha nulla”. 

"Un’occasione persa per una Riccione che non si riconosce nella location, nei personaggi, nei colori e dove prostituzione, omofobia, scene di spaccio e un consumo smodato di alcol giocano un ruolo primario nelle economie della trama. Ed è a dir poco tafazziano il riferimento alla spesa di 45 euro per lettino e ombrellone in spiaggia, visti i tempi che corrono. Il film parte da un locale e prosegue con una scena dove uno dei protagonisti va a prostitute, è pieno di errori tecnici e scenografici, come la presenza di Smartphone e banconote da 5 euro in scene ambientate nel 2001, all’uso dilettantisco del green screen o la massiccia presenza invasiva di sponsor in gran parte delle scene".

Continua l'attore: "Il prodotto non rappresenta affatto Riccione, la quale compare solo sullo sfondo risultando poco riconoscibile perfino alla gente del luogo. Questo film web è un ammasso di sketch fini a sé stessi a volte pieni di becero sessismo che farebbe impallidire il peggiore dei cinepanettoni. Gli attori sono tutti YouTuber a parte Enzo Salvi. E anche questa formula del puntare su un blocco di YouTuber come garanzia di like e visualizzazioni lascia alquanto perplesso chi lavora nel web o nel filmaking. A mio avviso si sarebbe dovuto prendere spunto da serie web di qualità come quella storica fatta dall’isola D’Elba su Napoleone Bonaparte, invece di accettare una produzione Rai che definire sperimentale è un eufemismo, solo per il fatto che sia stata realizzata gratuitamente, e trovo sorprendente che non ci sia stato nessun controllo da parte dell’assessore al cultura e al turismo Caldari sulla sceneggiatura o una visione del film web una volta ultimato prima di dare il placet alla sua messa in onda. Sono altresì sorpreso da questo clamoroso autogol poiché l’assessore è intervenuto alla conferenza stampa a Milano di presentazione. Avevo proposto una serie web su Riccione nel 2014, ma non fui ascoltato, purtroppo trovandomi a valutare questo film web “donato” alla città non posso non sottolineare che si tratta di un ennesimo boomerang al nostro turismo, dopo risse verbali sui vaccini e divieti di balneazione".

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