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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

Filmò un ragazzo mentre moriva in un incidente stradale, messa alla prova per il critico d'arte

Il riccionese Andrea Speziali era a processo con l'accusa di diffusione di immagini raccapriccianti

Ha chiesto e ottenuto la messa alla prova Andrea Speziali, il 30enne critico d'arte riccionese, accusato di diffusione di immagini raccapriccianti per aver filmato e diffuso in diretta su Facebook gli ultimi istanti di vita di Simone Ugolini deceduto in seguito a un incidente stradale. Era la note del 22 ottobre quando a Riccione, in viale Veneto, si era consumato un terribile incidente. Ugolini, 24enne della Perla Verde, mentre viaggiava in sella al suo scooter aveva perso il controllo ed era andato a schiantarsi contro un albero. Un impatto tremendo, col ragazzo rimasto esanime sull'asfalto, e un capanello di persone che si erano fermate per dare l'allarme e chiedere l'intervento del 118. In attesa dell'arrivo dell'ambulanza, Speziali aveva tirato fuori il proprio cellulare dando il via a una diretta sulla propria pagina Facebook. Il video, impietoso, mostrava gli ultimi istanti di vita del 24enne. "Chi mi segue chiami aiuto" spiegava il critico d'arte puntando la telecamere su Ugolini mentre, i primi soccorritori, cercavano di rianimare il ragazzo e gli agenti della polizia Stradale, resisi conto di quello che stava accandendo, gli urlavano "Metti via quel telefonino. Quel ragazzo sta molto male, smettila di filmarlo". Prima con le buone, poi con toni più accesi. Ma Andrea Speziali, già candidato alle ultime elezioni amministrative, aveva continuato, imperterrito la sua diretta Facebook.

La morte in diretta su Facebook

Il video aveva suscitato uno scalpore enorme dal momento che, in un primo tempo, si era anche ipotizzato per il 30enne anche il reato di omissione di soccorso. Arrivato tra i primi sul luogo dell'incidente, invece di chiamare il 118 aveva realizzato la diretta sul social network incurante della tragedia che si stava consumando. L'ipotesi, poi, era caduta in quanto la registrazione della sala operativa del 118 aveva confermato che un’altra persona aveva già chiamato i soccorsi quando Speziali aveva cominciato la sua telecronaca di una morte in diretta. Era stato un taxista di Riccione che transitava per viale Veneto ad allertare le forze dell’ordine e chiedere aiuto per quel ragazzo caduto dal suo motorino mentre stava tornado a casa.

Per quanto riguarda la decisione del gip del Tribunale di Rimini di mettere Andrea Speziali alla messa alla prova, questa viene applicata nel caso di reati puniti con la reclusione fino a 4 anni, con la pena pecuniaria o per i quali è prevista la citazione diretta a giudizio, l'imputato potrà chiedere la sospensione del processo con applicazione dell'istituto della messa alla prova. La misura consiste in lavori di pubblica utilità e comporta la prestazione di condotte riparatorie e (se possibile) risarcitorie, con l'affidamento al servizio sociale per lo svolgimento di un programma di recupero. Se l'esito è positivo, il reato si estingue.

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