Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca

Si spaccia per avvocato e raggira due orfane spogliandole di oltre 400mila euro

Le sorelle avevano racimolato il gruzzolo in seguito alla morte della loro mamma deceduta in un drammatico incidente stradale

Rimaste sole al mondo, dopo che la loro mamma era deceduta in seguito a un drammatico incidente stradale, due sorelline sono finite tra le grinfie di un sedicente avvocato che avrebbe sottratto loro oltre 400mila euro arrivati col risarcimento dell'assicurazione. Adesso l'uomo, un 58enne riminese, rischia di finire a processo con le accuse di truffa, appropriazione indebita ed esercizio abusivo della professione legale. La vicenda inizia nel 2018 quando la madre delle due ragazzine, una ancora minorenne e una appena maggiorenne entrambe di origini sudamericane, perse la vita in un sinistro e le sorelle avevano chiesto aiuto all'uomo che in passato aveva avuto una relazione con la loro madre. Il 58enne aveva preso in mano la situazione e, in diverse occasioni, si era spacciato come il legale delle due giovani andando a trattare con la compagnia assicurativa per ottenere il risarcimento in seguito all'incidente stradale. L'assicurazione, al termine dell'iter, aveva staccato un sostanzioso assegno per le due sorelline ma quello che credevano un "amico di famiglia" secondo le accuse avrebbe gettato la maschera ritagliandosi la cospicua cifra di 100mila euro dopo aver firmato la quietanza proprio in qualità di avvocato delle giovani.

Secondo le accuse, poi, il 58enne non avrebbe mai smesso di tenere gli occhi sui soldi delle due sorelline arrivando anche a truffare la maggiore nel corso della compravendita di un'abitazione. La casa, infatti, apparteneva alla sorella dell'uomo che ne deteneva la nuda proprietà mentre il fratello del 58enne aveva il diritto di usufrutto vitalizio. Per quell'appartamento il presunto truffatore aveva fatto sborsare alla ragazzina 85mila euro facendole credere, in sede di rogito, di aver acquistato la proprietà per poi tornare alla carica con un altro pagamento da 60mila euro per l'estinzione del diritto di usufrutto. Oltre a questo, l'uomo avrebbe effettuato anche una serie di prelievi dai conti correnti delle due giovani andando ad assottigliare pesantemente il saldo. Secondo quanto emerso, infatti, sarebbero presenti movimenti anomali per un totale di 95.457 euro dal conto di una sorella e di 71.439 su quello dell'altra.

Le due vittime sono tutelate dall'avvocato Enrico Graziosi e, per mercoledì 15 febbraio, è stata fissata l'udienza davanti al gip del Tribunale di Rimini nel quale il pubblico ministero che ha coordinato l'indagine ha chiesto il rinvio a giudizio per il 58enne.

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