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Cronaca Riccione

Fiorella Mannoia e Danilo Rea incantano Riccione

La sindaca Angelini: “Si trattava di una scommessa e possiamo dire di averla vinta. Riccione ha scelto di alzare il livello qualitativo, scegliendo di ospitare i grandi nomi della musica italiana e internazionale a pagamento"

“E dica pure ai suoi, se vengono a cercarmi, che possono spararmi, io armi non ne ho”. E’ un definitivo, assoluto e categorico no alla guerra - “Il disertore” di Ivano Fossati -, uno dei manifesti pacifisti più cristallini mai scritti, quello con cui Fiorella Mannoia e Danilo Rea hanno deciso di chiudere venerdì sera il concerto al Palazzo dei Congressi di Riccione, ultima tappa del loro straordinario viaggio musicale congiunto. Un viaggio sorprendente, divertente ed emozionante, attraverso unicamente pianoforte e voce. Danilo Rea e Fiorella Mannoia: talento immenso, cuore gigantesco. Oltre due ore di musica superlativa, in gran parte presa in prestito da alcuni tra i più grandi autori italiani e internazionali perché, ha spiegato Mannoia, “di canzoni così non se ne scrivono più: è un onore poterle cantare ed è un dovere tenerle vive nella memoria di tutti”.  

Qualche minuto dopo le 21 sul palco arriva Danilo Rea, tra i pianisti jazz più apprezzati al mondo, e incanta il pubblico con un medley che spazia dalle melodie di Ennio Morricone ad “Azzurro” di Adriano Celentano, “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno e “Bocca di Rosa” di Fabrizio De Andrè. Fiorella Mannoia lo raggiunge un quarto d’ora più tardi, rende omaggio al Maestro e amico di lunga data e parte subito forte con due suoi grandi successi “Oh che sarà” e “Come si cambia”. E poi celebra, con un’introduzione e un’interpretazione struggenti, uno dei suoi autori di riferimento, Ivano Fossati, con “C’è tempo”. 

La Sala Concordia è strapiena (1.232 spettatori paganti) ma il clima è intimo, l’atmosfera delicata. Si scalda quando Rea e Mannoia decidono di attingere dal repertorio di Francesco De Gregori, scegliendo la canzone più celebre del Principe, “La donna cannone”, che tutto il pubblico canta in coro, per poi passare a un altro gigante della musica italiana, Franco Battiato, con “La cura”. Il registro cambia di nuovo con i brani in lingua spagnola, “Besame mucho” di Consuelo Velasquez e “Quizàs, quizàs, quizàs” di Osvaldo Farrés. Fiorella Mannoia si prende completamente la scena ballando sinuosamente sul palco  anche mentre interpreta “Messico e nuvole” di Paolo Conte e “Amore fermati” di Fred Bongusto. Una star assoluta.

L’omaggio a Lucio Dalla è da brividi. Oltre a spiegare che “canzoni come le sue oggi non si scrivono più” e che “vanno fatte sentire ai bambini perché così poi qualcosa di buono dentro di loro resta”, Fiorella Mannoia sceglie un brano tutt’altro che scontato, doloroso e malinconico, “Felicità”. Uno dopo l’altro i grandissimi del canzoniere italiano Rea e Mannoia li incontrano tutti: Lucio Battisti (“Io vivrò, senza te”), Mina (“Insieme”), Vasco Rossi (“Sally”) e ancora Paolo Conte (“Via con me”) e Riccardo Cocciante (“Margherita”, che il pubblico canta per intero).  Al padre che l’ha avvicinata alla musica raccontandole da bambina le storie delle opere come fossero favole (al posto delle favole vere) dedica un racconto privato e dolcissimo che culmina nell’interpretazione di un brano della Tosca, “E lucevan le stelle”. Mancano ancora di capolavori. “Quello che le donne non dicono” a cui cambia il finale. “E ti diremo ancora un altro… - qui si ferma, fa il gesto del no con la mano e prosegue -. Forse. Non è detto, potrebbe essere pure no”, raccomandando al pubblico “se non lo avete già fatto, vi prego, insegnare ai vostri figli e ai vostri nipoti che quando una donna dice no, in qualsiasi vestito, in qualsiasi condizione, in qualsiasi circostanza, quando una donna dice no, è no”. L’ultimo atto è “Il disertore” di Fossati perché “che la ragione sia da una parte o dall’altra poco cambia, ottomila bambini sono già morti”. Tutti in piedi per Fiorella Mannoia e Danilo Rea: Riccione li saluta con una standing ovation.

Pochi minuti prima del concerto la sindaca di Riccione Daniela Angelini ha salutato il pubblico insieme al presidente del Consiglio comunale Simone Gobbi, rivolgendo ai riccionesi e agli ospiti della città gli auguri per il 2024. “Si trattava di una scommessa e possiamo dire di averla vinta - commenta la prima cittadina dopo il concerto -. Riccione ha scelto di alzare il livello qualitativo, scegliendo di ospitare i grandi nomi della musica italiana e internazionale a pagamento. La risposta del pubblico per Fiorella Mannoia a Danilo Rea, come era facile pronosticare, è stata ottima. Siamo convinti che questa sia la strada giusta”. 

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