Fiumi di "neve" in pieno centro storico, sgominata banda di pusher

Quattro spacciatori finiti nella rete dei carabinieri dopo 2 anni di indagini. Rifornivano i frequentatori della Vecchia Pescheria di cocaina, hashish e marijuana. Genitori costretti a pagare i debiti di droga contratti dai figli

E' scattata alle prime luci di mercoledì l'operazione "Alba" dei carabinieri di Rimini che ha portato all'esecuzione di 4 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti spacciatori; un gruppo che, secondo quanto emerso, aveva immesso nel mercato 800 grammi di cocaina, 200 di marijuana e 30 di hashish. In carcere sono finiti un albanese 44enne, titolare di un centro estetico nel cuore di Rimini, e un riminese 32enne disoccupato; arresti domiciliari, con l'applicazione del braccialetto elettronico, per un albanese 24enne e obbligo di dimora a Rimini, con il divieto di uscire nelle ore notturne, per un riminese 34enne. Le indagini erano partite nei primi mesi del 2012 quando l'ex compagna del 34enne, dal quale aveva anche avuto una figlia, si era presentata ai carabinieri per raccontare come il giovane padre alternasse episodi di spaccio all'assunzione di cocaina. Questa segnalazione aveva portato gli inquirenti dell'Arma a monitorare la vendita di stupefacenti nel centro storico di Rimini, tra i portici della Vecchia Pescheria, il parcheggio di piazza Malatesta e quello del castello, inidividuando così il giro dei pusher. Nell'immediato, vennero arrestati in flagranza due noti personaggi riminesi uno dei quali, di professione personal trainer, dava appuntamento ai clienti nelle palestre presso le quali lavorava per vendere le palline di "neve". Si è così iniziato a delineare lo scenario nel quale lavoravano i quattro arrestati oggi e che ruotavano intorno all'albanese 44enne al quale, tutti, si rivolgevano per acquistare la cocaina.

Lo straniero, particolarmente scaltro, utilizzava metodi molto accorti per incontrarsi con gli acquirenti rendendo particolarmente difficile ai carabinieri seguire le sue mosse. Il 44enne, tra l'altro, non risultava proprietario di alcun mezzo e, per i suoi spostamenti, utilizzava di volta in volta vetture noleggiate. L'albanese era in grado di movimentare discreti quantitativi di cocaina di ottima qualità e, l'acquisto minimo, era di almeno 2 palline da 0,8 grammi per un totale di 180 euro. Le indagini dei carabinieri hanno permesso di scoprire che, tra i clienti dell'uomo, spiccava una donna che, in poco tempo, aveva acquistato dall'albanese quasi mezzo chilo di "neve". Il 44enne, inoltre, non esitava a ricorrere alle minacce e alla forza quando qualcuno non pagava le dosi acquistate. In particolare, il 32enne riminese che consumava più cocaina di quanta riuscisse a spacciarne, era spesso nel mirino dell'albanese tanto che, in varie occasioni, erano stati i genitori del ragazzo a dover pagare i debiti di droga del figlio. Il ragazzo, cha sarebbe dovuto finire ai domiciliari, è stato invece portato poi in carcere in quanto i suoi genitori si sono rifiutati di tenerlo in casa. Nonostante i quattro avessero già il fiato dei carabinieri sul collo, continuavano a spacciare diversi tipi di sostanze stupefacenti tanto che, quando alle 6 di mercoledì i carabinieri hanno fatto irruzione nell'abitazione dell'albanese 24enne, i cani hanno trovato 25 grammi di marijuana nascosti in casa.

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