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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

Fondazione Gimbe: in provincia di Rimini incidenza a 3.281 casi ogni 100mila abitanti

Il monitoraggio indipendente rileva nell'ultima settimana, rispetto alla precedente, una lieve diminuzione di nuovi casi e un aumento dei decessi

Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe rileva nella settimana 19-25 gennaio 2022, rispetto alla precedente, una lieve diminuzione di nuovi casi (1.197.970 vs 1.243.789, pari a -3,7%) e un aumento dei decessi (2.519 vs 2.266, pari a +11,2%, di cui 141 riferiti a periodi precedenti). In aumento i casi attualmente positivi (2.689.262 vs 2.562.156, +127.106, pari a +5%), le persone in isolamento domiciliare (2.667.534 vs 2.540.993, +126.541, pari a +5%), i ricoveri con sintomi (20.037 vs 19.448, +589, pari a +3%), mentre scendono le terapie intensive (1.691 vs 1.715, -24, pari a -1,4%). Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, spiega che 'dopo 13 settimane consecutive di aumento, sul fronte dei nuovi casi si registra una lieve flessione: 1,2 milioni con una riduzione del 3,7% rispetto alla settimana precedente e una media mobile a 7 giorni che scende da 178.332 casi del 19 gennaio a 171.139 il 18 gennaio (-4%). Un'iniziale discesa della curva nazionale condizionata da situazioni regionali molto eterogenee, da trend differenti per le varie fasce di età oltre che da una riduzione del numero di tamponi, sia antigenici che molecolari: in particolare per questi ultimi il tasso di positività è in lieve risalita'. Nella settimana 19-25 gennaio in 12 regioni si registra un incremento percentuale dei nuovi casi (dallo 0,7% dell'Umbria al 38,1% delle Marche), in 9 una riduzione (dal -1,4% dell'Abruzzo al -35,8% della Calabria). I dati delle regioni Puglia e Veneto risentono di consistenti ricalcoli avvenuti nelle ultime due settimane.

In 51 province l'incidenza supera i 2.000 casi per 100.000 abitanti: Bolzano (3.466), Forlì-Cesena (3.441), Vicenza (3.350), Ravenna (3.287), Rimini (3.281), Verona (3.266), Treviso (3.122), Rovigo (2.930), Padova (2.923), Pordenone (2.918), Trento (2.866), Bologna (2.781), Barletta-Andria-Trani (2.745), Belluno (2.735), Ascoli Piceno (2.707), Reggio nell'Emilia (2.702), Modena (2.698), Pesaro e Urbino (2.698), Genova (2.672), Fermo (2.655), Livorno (2.598), Venezia (2.577), Biella (2.499), Firenze (2.487), Imperia (2.458), Ferrara(2.458), Macerata (2.450), Udine (2.436), Brindisi (2.401), Bari (2.396), Ancona (2.387), Trieste (2.363), Parma (2.360), Pistoia (2.358), Mantova (2.339), Torino (2.322), Gorizia (2.303), Brescia (2.302), Pisa (2.287), Taranto (2.283), Savona (2.273), Foggia (2.225), Aosta (2.222), Piacenza (2.216), La Spezia (2.173), Prato (2.129), Teramo (2.063), Lecce (2.030), Grosseto (2.023), Arezzo (2.012) e Cuneo (2.002).

Sul fronte 'testing' si registra un calo del numero dei tamponi totali (-4,5%), passati da 7.672.378 della settimana 12-18 gennaio a 7.327.579 della settimana 19-25 gennaio, con una diminuzione sia dei tamponi rapidi (-67.898, pari a -1,2%) che di quelli molecolari (-276.901, pari a -13,9%). La media mobile a 7 giorni del tasso di positività dei tamponi molecolari torna a salire (dal 21,3% al 22,9%), mentre rimane stabile (dal 14,4% al 14,3%) quello degli antigenici rapidi. Il presidente Cartabellotta spiega che 'questi numeri confermano che la circolazione del virus rimane elevata e che, considerata la risalita del tasso di positività dei tamponi molecolari, il calo della curva dei contagi deve essere interpretato con cautela'. La responsabile ricerca sui servizi sanitari della Fondazione Gimbe, Renata Gili, afferma che 'resta alta la pressione sugli ospedali dove i posti letto occupati da pazienti Covid in area medica aumentano, seppure più lentamente (+3% rispetto alla settimana precedente), mentre si registra una lieve flessione in terapia intensiva, -1,4% rispetto alla settimana precedente'. Al 25 gennaio, il tasso di occupazione nazionale da parte di pazienti Covid è del 30,6% in area medica e del 17,6% in area critica. Tutte le regioni superano la soglia del 15% in area medica, con la Valle d'Aosta che raggiunge il 53,1%; ad eccezione di Basilicata, Molise e Umbria, tutte superano la soglia del 10% in area critica. Il direttore operativo della Fondazione Gimbe, Marco Mosti, sottolinea che 'prosegue la flessione degli ingressi giornalieri in terapia intensiva, la cui media mobile a 7 giorni scende a 132 ingressi/die rispetto ai 141 della settimana precedente'. Crescono i decessi: 2.519 negli ultimi 7 giorni (di cui 141 riferiti a periodi precedenti), con una media di 360 al giorno rispetto ai 324 della settimana precedente.

Per quanto riguarda i vaccini, al 26 gennaio (aggiornamento ore 09.04) risultano consegnate 124.850.124 dosi di cui 4.026.014 dosi di vaccino Pfizer pediatrico. Mosti informa che 'negli ultimi 7 giorni sono state consegnate 2,44 milioni di dosi non pediatriche e 786mila di vaccino Pfizer pediatrico; rispetto alle scorte, oltre alle 3.260.828 dosi Pfizer e alle 2.623.932 dosi di Pfizer pediatrico, è impossibile conoscere il numero delle dosi residue di Moderna perché la rendicontazione ufficiale non tiene conto che per i richiami effettuati con questo vaccino viene utilizzata solo mezza dose'. Al 26 gennaio (aggiornamento ore 09.04) l'84,2% della popolazione (n. 49.887.628) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+298.990 rispetto alla settimana precedente) e l'80,1% (n. 47.455.470) ha completato il ciclo vaccinale (+297.596 rispetto alla settimana precedente). In calo nell'ultima settimana il numero di somministrazioni (n. 3.756.387), con una media mobile a 7 giorni di 536.627 somministrazioni/die: diminuiscono del 15,5% le terze dosi (n. 3.088.261) e del 30,9% i nuovi vaccinati (n. 355.309). Sul fronte delle coperture, quelle con almeno una dose di vaccino sono molto variabili nelle diverse fasce d'età (dal 98,6% della fascia over 80 al 29,4% della fascia 5-11), così come sul fronte dei richiami, che negli over 80 hanno raggiunto l'83,3%, nella fascia 70-79 l'80,3% e in quella 60-69 anni il 74,6%.

Nella settimana 19-25 gennaio si registra un crollo dei nuovi vaccinati: 355.309 rispetto ai 514.324 della settimana precedente. Di questi, il 43,9% è rappresentato dalla fascia 5- 11, in netta flessione rispetto alla settimana precedente (n. 155.997, pari a -35,6%); nonostante la recente introduzione dell'obbligo vaccinale, i nuovi vaccinati over 50 scendono a 96.957 (-25,6% rispetto alla settimana precedente). In particolare per questa fascia anagrafica la media mobile a 7 giorni dei nuovi vaccinati, dopo aver raggiunto il picco di 19.879 del 15 gennaio, è scesa a quota 13.851 il 25 gennaio; nella fascia 5-11 anni, dopo il picco di 38.624 registrato il 9 gennaio, si è stabilizzata per poi iniziare una discesa fino a quota 22.285 il 25 gennaio, inevitabilmente legata anche al rinvio delle prenotazioni vaccinali degli studenti in isolamento; in lieve, ma progressivo calo sia la fascia 12-19 che quella 20-49. Al 18 gennaio sono ancora 7,8 milioni le persone senza nemmeno una dose di vaccino: 2,58 milioni della fascia 5-11 anni e 724 mila della fascia 12-19 che influenzano la sicurezza delle scuole, oltre a 2 milioni di over 50 ad elevato rischio di malattia grave, il vero tallone d'Achille che alimenta i ricoveri in area medica e in terapia intensiva. Al 26 gennaio (aggiornamento ore 09.04) nella fascia 5-11 anni sono state somministrate 1.289.947 dosi: 1.076.537 hanno ricevuto almeno 1 dose di vaccino (di cui 332.517 hanno completato il ciclo vaccinale), con un tasso di copertura nazionale che si attesta al 29,3% con nette differenze regionali (dal 16,4% delle Marche al 47,2% della Puglia). Al 26 gennaio (aggiornamento ore 09.04) sono state somministrate 31.138.488 terze dosi con una media mobile a 7 giorni di 441.180 somministrazioni al giorno. In base alla platea ufficiale (n. 39.539.599), aggiornata al 21 gennaio, il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è del 78,8% con nette differenze regionali: dal 70,8% della Sardegna all'86,7% della Valle d'Aosta.

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