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Venerdì, 12 Agosto 2022
Cronaca

Fondazione vittime dei reati, 92mila euro di contributi per 10 casi segnalati dai sindaci

"Un triste elenco che fa salire a cinque i femminicidi sostenuti dalla Fondazione nel primo semestre di quest’anno, l’equivalente di quelli dell’intero 2021", spiega una nota

Anastasia Rossi, 34 anni di Borgo Val di Taro (Pr), Gabriela Renata Trandafir, 46 anni e sua figlia Renata, 22 anni di Castelfranco Emilia (Mo), Angela Avitabile, 59 anni di Rimini. Tutte morte, uccise dal proprio compagno in modo brutale e senza alcuna giustificazione. E poi una violenza sessuale, cinque casi di gravissime violenze e maltrattamenti in famiglia e la rapina a danno di una donna anziana.  Tutti casi avvenuti in Emilia-Romagna nel recente passato che rappresentano anche dieci nuovi casi accolti, su segnalazione dei sindaci, dal Comitato dei Garanti della Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati nel corso dell’ultimo incontro, il terzo da inizio 2022. 

"Un triste elenco che fa salire a cinque i femminicidi sostenuti dalla Fondazione nel primo semestre di quest’anno, l’equivalente di quelli dell’intero 2021", spiega una nota. Per un impegno complessivo di 92.500 euro e un totale di 205mila euro di aiuti erogati in soli sei mesi, di cui la Regione si è fatta carico aumentando il proprio contributo da 150mila euro nel 2021 a 250mila nel 2022. "E una riflessione amara: la Fondazione, che nasce con l’intento di sostenere le vittime di tutti i reati gravi, oggi di fatto si occupa nella stragrande maggioranza dei casi di donne vittime di violenza", sempre la nota della Regione. Oltre agli omicidi, gli altri sei casi riguardano violenze e maltrattamenti in famiglia, la rapina di una donna anziana che ha riportato gravi conseguenze fisiche e psicologiche dall’assalto di uno sconosciuto e una violenza sessuale, segnalati dai sindaci dei Comuni di San Mauro Pascoli (FC), Modena, Rimini, Mesola (FE) e Bologna.  

La Fondazione opera sempre in stretta relazione e sinergia con i Centri anti-violenza e con i servizi sociali del territorio, e l’aiuto erogato contribuisce nei modi più disparati al percorso di uscita dalla violenza delle donne e dei loro figli. È importante infine sottolineare come la Fondazione si muova proattivamente contattando i familiari delle vittime, in particolare proprio nel caso dei femminicidi, reati che travolgono le vite non solo di chi perde la propria, ma anche di chi sopravvive.  

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