Forza Nuova in piazza Tre Martiri: sdegno dei familiari dei tre martiri

La presenza di Forza Nuova nella piazza centrale di Rimini, intitolata ai "Tre martiri" sfregia la memoria anti-fascista di Rimini. E' il messaggio lanciato dai famigliari dei tre martiri partigiani a cui è dedicata la piazza

La presenza di Forza Nuova nella piazza centrale di Rimini, intitolata ai “Tre martiri” sfregia la memoria anti-fascista di Rimini. E' il messaggio lanciato dai famigliari dei tre martiri partigiani a cui è dedicata la piazza. I famigliari hanno scritto al sindaco Andrea Gnassi affinché tutti i cittadini vengano a conoscenza della loro contrarietà.

 

Nella lettera parlano i familiari dei Tre Martiri di Rimini, Mario Capelli, Adelio Pagliarani e Luigi Nicolò, indirizzata al sindaco Andrea Gnassi e a tutti i cittadini di Rimini, in merito all'utilizzo della piazza intitolata ai loro cari da parte degli aderenti del movimento Forza Nuova. Dicono Maria Capelli, Maria Pia Pagliarani, Gilberto Cappelli: “Siamo i famigliari dei Tre Martiri di Rimini, Mario Capelli, Adelio Pagliarani e Luigi Nicolò. L'agosto scorso, pieni di orgoglio e ammirazione abbiamo visto la piazza Tre Martiri, riempirsi di gente festante per l'arrivo del nostro Presidente Giorgio Napolitano che celebrava l'anniversario della morte dei nostri congiunti. Purtroppo, ormai da mesi vediamo la piazza intitolata ai nostri cari sfregiata dalla presenza di un movimento ultra fascista che l'utilizza in modo provocatorio, diffondendo sul luogo in cui sono morti le stesse idee che, 60 anni prima, hanno portato i nostri congiunti al patibolo. Idee opposte alla "bibbia laica" che accomuna la nostra nazione, la Costituzione”.

 

E ancora: “Come se questo non fosse abbastanza grave, si sono abbassati a oltraggiare la coscienza civile di tutti coloro che hanno combattuto o sono morti per la Liberazione, e il nostro dolore familiare, definendo i partigiani uccisi "i tre ladroni". E' del tutto evidente come la mera vicinanza spaziale tra il luogo del martirio e i volantinaggi di questo movimento sia un offesa alla memoria collettiva e dei nostri cari. Siamo i primi a credere che la libertà di espressione è un diritto che deve essere garantito ad ogni cittadino, gruppo o associazione. Questo assunto democratico è la grande eredità che ci hanno lasciato Mario, Adelio e Nicolò. Ma per lo stesso motivo per cui è un diritto acquisto per tutti, questo non può essere dato a chi per sua stessa ammissione vorrebbe toglierlo ad altri. Questo è stato ed è nelle sue nuove forme il fascismo. Chi è per sua ammissione fascista, è razzista, violento. Per questo non chiediamo misure censorie, ma rispetto e dignità per i nostri cari e per le idee, oggi patrimonio di tutti, per le quali sono morti”.

 

“Ci rivolgiamo al sindaco, alle istituzioni, ai partiti antifascisti, ai sindacati, alle associazioni a tutti i cittadini che ogni 16 agosto si raccolgono insieme a noi per ricordare Mario, Luigi e Adelio: facciamo comprendere a questi giovani che le idee che coltivano sono corpi estranei alla nostra città e alla nostra democrazia. Colonia, qualche anno fa, doveva essere la sede di una manifestazione neofascista. Ristoranti, alberghi, tassisti, conducenti di bus, hanno negato o disdetto ogni servizio a queste persone. Un'intera città ha espulso queste persone dalla propria vita civile. Rimini può fare lo stesso, civilmente, pacificamente, unitariamente. Rimini ha Memoria dei profondi dolori e numerosi lutti subiti a causa di ideali che l'hanno portata alla distruzione, Rimini è risorta come città ospitale e generosa, siamo certi che saprà non farsi intimidire e oltraggiare ancora da persone che hanno come unico fine politico e culturale la provocazione. Lo chiediamo per dignità, non per odio.

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