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"Zio bricco che ricette", Francesco Aquila racconta la sua vittoria a MasterChef

Il maitre di Bellaria ancora incredulo per il successo riscosso ai fornelli: "Nel lavoro conta la meritocrazia"

MasterChef Italia ha incoronato il suo trionfatore: è Francesco Aquila il vincitore della decima edizione del cooking show di Sky. Il 34enne cuoco amatoriale pugliese e residente a Bellaria-Igea Marina, maître di sala e docente di sala, è stato proclamato dai giudici Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo, Giorgio Locatelli al termine di una finale accesissima, equilibrata ed avvincente culmine di un’edizione di altissimo livello. "Devo ancora metabolizzare la cosa - ha spiegato Aquila all'indomani della sua proclamazione - perchè mi sembra di non crederci. E' stata una bella avventura e ho dimostrato che, nel lavoro, conta la meritocrazia. Credo di aver vinto per la mia costanza con una crescita verso l'alto. Adesso non so cosa mi riserverà il futuro perchè sono entrato in un pianeta sconosciuto. Quello che più mi interessa, per il momento, è crescere professionalmente".

Francesco, il tuo intercalare "Zio bricco" è diventato un tormentone così come il modo di piegare il mignolo. Un'ennesima vittoria oltre al titolo di decimo MasterChef?
"Zio bricco" è l'apoteosi di tutto e può essere usato sia in positivo che in negativo ed è divertente essere ricordato anche per questo. Tra l'altro, l'11 marzo, uscirà il mio libro di ricette che ho intitolato "My way", in onore del menù che ho portato in finale, e come sottotitolo "Zio bricco che ricette". Per quanto riguarda il mignolo... non so se la vittoria è dovuto a questo ma mi ha portato fortuna.

Durante le puntate c'è sempre stato un testa a testa con Antonio, come siete rimasti dopo la tua vittoria?
La rivalità con Antonio è stata forte ma credo sia passato per più cattivo di quello che è. Sembrava che tra noi ci fosse invidia ma, in realtà, tra noi è stata una sana competizione.

Cosa ti ha portato a tenere duro fino alla vittoria finale?
A un certo punto mi sono reso conto che dovevo cambiare di passo per arrivare alla finale e la mancanza di mia figlia è stato lo stimolo a mettere una marcia in più per avere lo sprint che mi ha portato alla vittoria.

A parte la vittoria quale è stato il momento che ricordi di più?
Quando è uscito Eduard mi sono molto demoralizzato, siamo stati 20 minuti abbracciati piangendo come bambini. Una cosa che mi è rimasta nel cuore.

Ci sono stati dei momenti in cui ti sei demoralizzato e hai avuto paura di non andare avanti?
Ci sono stati due momenti veramente brutti, entrambi durante lo Skill test. Il primo quando mi sono trovato a dover cucinare con un collo di pollo, era la prima volta e ho avuto il terrore di non riuscirci. La seconda volta è stato con la cottura in vescica. Anche qui me la sono cavata ma sono stati momenti per me terribili.

Qual consiglio dai ai concorrenti delle prossime edizione di MasterChef?
Ai futuri aspiranti MasterChef consiglio di essere sempre se stessi e di dare il massimo senza guardare il campo del vicino

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