Ausl, nuovo primario per l'Urologia: è il dottor Francesco Montanari

L'incarico è stato affidato attraverso una procedura di selezione pubblica

Francesco Montanari è il nuovo direttore dell’Unità Operativa di “Urologia” dell’Ospedale “Infermi” di Rimini. L'incarico è stato affidato attraverso una procedura di selezione pubblica. Sposato, due figli (anch’essi medici), il professionista era già in forze all’Unità Operativa, ed era facente funzioni dal pensionamento del precedente primario, il dottor Ernesto Aiello, nel 2015. Precedentemente ha prestato servizio, fino al 1998, all’Ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna.

Nel corso della sua carriera ha effettuato oltre 1.600 interventi chirurgici a cielo aperto di urologia demolitiva e ricostruttiva dell’alto e basso apparato urinario e di quello genitale, oltre tremila interventi endoscopici dell’alto e basso apparato urinario, nonché dal 2014 , oltre 100 interventi laparoscopici di prostatectomia radicale. Per quanto attiene al percorso formativo il dottor Montanari si è laureato all’Università di Bologna e ha conseguito la specializzazione in Urologia presso il medesimo ateneo, sempre col massimo dei voti e dissertando su temi legati all’oncologia prostatica. Ha quindi effettuato stage e percorsi formativi presso l’Ospedale “Sant’Orsola” di Bologna, le università di Perugia, Trieste e Barcellona (Spagna). Sul fronte scientifico ha collaborato alla pubblicazione di 81 lavori scientifici ed ha partecipato in qualità di relatore a 206 congressi per molti dei quali è stato anche tra gli organizzatori.

L'unità operativa di "Urologia"

L’Unità Operativa di “Urologia” dell’Ospedale “Infermi” di Rimini, coi suoi 22 letti, è il reparto di riferimento per la provincia e vi lavorano 8 medici e 20 infermieri. Ogni anno vengono praticati circa 1.500 ricoveri di cui oltre 150 in day - surgery per il trattamento della patologia andrologica. Vengono inoltre effettuati circa 1.500 interventi chirurgici l’anno di cui 400 a cielo aperto o laparoscopici e i restanti in endoscopia.  Sul fronte ambulatoriale, le visite sono circa diecimila l’anno (anche negli ambulatori di Cattolica e Novafeltria, sempre coperti dal personale dell’Unità Operativa), cui se ne aggiungono altre 3.600 inviate dal Pronto soccorso.

Per quanto attiene alla diagnostica strumentale si annoverano ogni anno 1.700 tra cistoscopie ed interventi chirurgici ambulatoriali, circa 900 tra ecografie e biopsie prostatiche, 900 uroflussometrie, 70 esami urodinamici, oltre 100 litotrissie extracorporee per il trattamento ambulatoriale della calcolosi renale e oltre mille tra medicazioni, cateterismi vescicali ed instillazioni antiblastiche endovescicali. In particolare la diagnostica del tumore prostatico viene effettuata attraverso biopsie prostatiche con cosiddetta tecnica “fusion”, cioè sotto guida della risonanza magnetica, grazie alla costante collaborazione con la Radiologia (uno dei due punti in Romagna). 

L’offerta clinica è dunque molto vasta, e ricomprende anche procedure superspecialistiche di chirurgia uretrale, prostatectomie laser-assistite, chirurgia miniinvasiva laparoscopica e  percutanea renale. Il trattamento della calcolosi urinaria comprende tutte le tecniche miniinvasive più avanzate con endoscopi semirigidi e flessibili. Ed il miglioramento continuo viene perseguito anche attraverso collaborazione “in rete” con le altre urologie dell’Ausl Romagna e dell’intera Regione.

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