Meteo, dall'estate all'autunno inoltrato: il graupel imbianca la costa romagnola

A sorpresa la costa da Bellaria a Gabicce si è tinta temporaneamente di bianco. Ed in mare aperto si è anche formata una tromba d'aria.

Graupel a Riccione

Dall'estate all'autunno inoltrato. Il tutto in 24 ore. Sono gli effetti del fronte freddo arrivato direttamente dal Mare del Nord, che ha respinto verso sud l'alta pressione subtropicale responsabile nei giorni scorsi del caldo anomalo. Imponente il crollo delle temperature: eclatante l'esempio di Cattolica, passata dai 24°C di martedì agli 8°C di mercoledì, dato registrato quando si è registrato un rovescio con "graupel", grani di ghiaccio del diametro compreso tra 1 e 5 millimetri molto somiglianti alla neve, dalla forma conica. A sorpresa la costa da Bellaria a Gabicce si è tinta temporaneamente di bianco. Ed in mare aperto si è anche formata una tromba d'aria.

FOHN ALPINO - "La situazione venutasi a creare mercoledì - illustra a RiminiToday Pierluigi Randi, meteorologo-previsore di MeteoCenter.it/Meteoromagna.com - ha visto nei bassi strati forti venti di fohn alpino (molti avranno notato l’eccellente visibilità) arrivare fino alla costa romagnola; a quel punto però sono andati a confluire, appena sul mare aperto, con le correnti da nord-est che anch’esse tentavano di raggiungere la costa attraverso l’Adriatico. Normalmente sono le correnti di bora da Nord Est che tendono facilmente a prevalere, ma nel caso in cui il fohn alpino da Nord Ovest sia particolarmente sostenuto, come accaduto mercoledì, nei pressi della costa si ha confluenza/convergenza delle due correnti".

IL TEMPORALE - "Tale effetto - aggiunge Randi - non ha fatto altro che condurre al rapido sollevamento verso l’alto della massa d’aria. La presenza alle quote superiori di aria fredda ed instabile ha favorito la formazione di nubi cumuliformi anche imponenti, che si sono organizzate lungo una linea che è coincisa con la ristretta fascia ove nei bassi strati hanno fatto convergenza le due correnti, le quali avevano diverse temperature ma soprattutto diverse proprietà igrometriche (una è più umida e l’altra meno). Inoltre la superficie del mare, ancora con temperature elevate in questo periodo stagionale, ha fornito dal basso un ulteriore contributo in termini di calore sensibile ed umidità specifica, facilitando la formazione di nubi temporalesche".

LA FORMAZIONE DEL GRAUPEL - "Si tratta - prosegue il meteorologo - delle cosiddette “dry-line” che spesso si innescano nel “combattimento” tra i venti da NW e da NE. I fenomeni i genere sono di breve durata, ma possono essere anche intensi, specie quando abbordano la costa o impattano i rilievi dell’entroterra. Poichè è giunta aria fredda, specie in quota, e quindi il livello dello zero termico si è abbassato, la formazione di fiocchi di neve e di chicchi di grandine o “graupel” è avvenuta a quote più basse. Trascinati dalle forti correnti discendenti che hanno accompagnato la fase delle precipitazioni nelle nubi temporalesche, hanno raggiunto facilmente il suolo. Un altro fattore che ha facilitato l’arrivo di parte delle precipitazioni solide al suolo è stata la presenza di aria molto secca al di sotto della base delle nubi".

Inoltre, "la presenza di aria assai secca determina l’evaporazione o la sublimazione di parte delle precipitazioni sotto la nube. Questi fenomeni determinano un forte raffreddamento dell’aria sottostante (raffreddamento evaporativo) poichè viene richiesto calore che viene sottratto all’ambiente. In tal modo le particelle solide (graupel, piccoli chicchi di grandine ma anche fiocchi di neve) sono riusciti con maggiore facilità a raggiungere il suolo poichè nel loro percorso hanno trovato aria assai più fredda, tanto più quanto più è secca l’aria nei bassi strati. Ed ecco perchè in alcune zone oggi si sono viste brevi grandinate o cadute di graupel (granuli di ghiaccio tipici delle nubi temporalesche) ed anche qualche sparuto fiocco di neve". Randi aggiunge che si tratta di "situazioni tipicamente autunnali o primaverili quando si hanno afflussi di aria fredda da nord; erano certamente più anomale le temperature dei giorni scorsi".

TROMBA D'ARIA - Ad attirare la curiosità anche la formazione di trombe d'aria in mare: "Lungo quelle linee di convergenza tra correnti da Nord Ovest e Nord Est cui si è accennato prima, si formano inoltre, a bassa quota, dei piccoli vortici ad asse verticale chiamati “misocicloni”, i quali possono presentarsi anche in “famiglie”. Fin quando non si attivano moti verticali non succede nulla, ma se cominciano a formarsi nubi cumuliformi sulla verticale di questi piccoli vortici, essi possono estendersi in altezza fino alla quota delle nubi, peraltro intensificandosi (l’allungamento verso l’alto, detto stretching, intensifica la velocità di rotazione così come fa un pattinatore quando raccoglie le braccia e assume assetto eretto), e possono evolvere in trombe marine. Anche questo fenomeno, ovvero trombe marine di origine misociclonica, si sono innescate a più riprese lungo la costa. Non hanno la potenza dei tornado terrestri, ma sono comunque pericolose poichè al loro interno le raffiche di venti possono oltrepassare i 100 km/h. Anche questi fenomeni sono però tutt’altro che insoliti, e si presentano spesso in situazioni atmosferiche simili a quelle di mercoledì".

PROSSIMI GIORNI - Per i prossimi giorni, annuncia Randi, "il tempo è destinato a ristabilirsi rapidamente poichè tornerà l’alta pressione, ma questa volta non avrà le stesse caratteristiche dei giorni passati. Sarà una classica alta pressione dai connotati autunnali, e quindi associata a temperature normali per il periodo grazie alla circolazione di masse d’aria decisamente meno calde. In poche parole il bel tempo tornerà ma con valori termici allineati alla norma del periodo". Più difficile aver un quadro per il ponte del Primo Novembre: "La data è ancora molto lontana e quindi non è ancora possibile formulare una previsione sufficientemente attendibile - sentenzia Randi -. Alcuni segnali indicano la possibilità di un periodo debolmente o moderatamente instabile a partire dal 31 ottobre, con la possibilità di deboli precipitazioni, e con temperature nella norma stagionale. Ma l’incertezza è ancora elevata e quindi oltre uno scenario generico non è possibile andare".

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