Frode carosello nella vendita di alcolici, la Finanza scopre la concorrenza sleale

Grazie all'utilizzo di una società cartiera un imprenditore 47enne, con la complicità di un professionista, era riuscito a non pagare 2,640 milioni di euro di tasse. I due sono stati denunciati e i loro beni sequestrati

La Guardia di Finanza di Rimini ha scoperto una frode carosello tra l'Italia e San Marino che ha fruttato a un imprenditore 47enne, originario di Terni ma residente nel riminese, oltre 2,640 milioni di euro di tasse evase per un giro di affari che superava i 6 milioni di euro tra il 2010 e il 2013. L'azienda si occupava dell'importazione di bevande alcoliche dalla Repubblica di San Marino e, stando a quanto accertato dalle Fiamme Gialle, la società controllata ha effettuato acquisti milionari di merci da due operatori economici sammarinesi per rivenderle, successivamente, a un prezzo inferiore rispetto a quello di acquisto, a grossisti italiani che in questo modo avevano la possibilità di collocare sul mercato i beni sbaragliando la concorrenza. Il personale delle Fiamme Gialle ha accertato che, da San marino, una bottiglia di Rhum di marca veniva venduta a 12,28 euro e, attraverso il sistema della cartiera, importata in Italia e venduta ai grossisti e ai negozianti o alle attività economiche a 12,70 euro permettendo di sbaragliare la concorrenza che, invece, doveva pagare l'Iva sul bene. In alcuni casi esisteva addirittura un ulteriore “schermo” societario (rappresentato da altre cartiere) inserito allo scopo di rendere oltremodo complicato il lavoro di eventuali controllori.

A far scoprire la frode carosello è stata una verifica fiscale presso la società italiana ma, quando i finanzieri si sono presentati all'indirizzo, invece di trovare un magazzino di grandi dimensioni, merce in attesa di essere rivenduta, uffici commerciali e dipendenti all’opera sono arrivati in un campo sulla via Emilia con un prefabbricato in lamiera. I sospetti che l’attività fosse una cartiera, cioè un soggetto economico con unico scopo di ricevere ed emettere fatture per operazioni inesistenti, si sono concretizzati quando i finanzieri si sono presentati presso lo studio del consulente fiscale, dove hanno rinvenuto non solo le fatture e la documentazione della società verificata, ma anche di tutte le imprese, italiane ed estere, beneficiarie del meccanismo fraudolento, per oltre 6 milioni di euro. Il sistema di frode, comunemente denominato “a carosello”, è quello ormai tristemente noto ed utilizzato nelle operazioni commerciali illecite con operatori esteri intracomunitari (compresi i soggetti sammarinesi) in regime di esenzione Iva al momento dell’acquisto. Con l’interposizione fittizia di un’impresa “cartiera” italiana (che non pagherà mai le imposte dovute), si crea la possibilità per l’acquirente finale della merce di rifornirsi a prezzi estremamente vantaggiosi e di generare un falso credito relativo all’Iva che, di fatto, non è mai stata corrisposta alla cartiera. Il sistema di frode è stato approntato con il contributo professionale di un consulente fiscale, un 60enne ragioniere marchigiano con studio commerciale a Rimini, denunciato insieme al 47enne. Per i due, oltre alla denuncia, è scattato il sequestro preventivo dei beni, finalizzato alla confisca per equivalente, di quanto sottratto all'erario italiano.

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