Inscenano finto incidente per truffare l'assicurazione, pesanti condanne

A processo sono finiti un avvocato riminese, un socio della carrozzeria coinvolta, un automobilista, e altre 8 persone, tutti occupanti delle due vetture coinvolte nel sinistro creato ad arte

Truffa aggravata alle assicurazioni e induzione alla falsa certificazione medica, pesanti le condanne per i furbetti che inscenavano falsi incidenti per incassare le liquidazioni. A processo sono finiti un avvocato riminese, un socio della
carrozzeria coinvolta, un automobilista, e altre 8 persone, tutti occupanti delle due vetture coinvolte nel sinistro creato ad arte. Nella giornata di venerdì il giudice monocratico del Tribunale di Rimini ha ritenuto tutti colpevoli condannandoli a pene che vanno da 1 anno e 6 mesi a 2 anni e 4 mesi oltre al pagamento delle spese processuali e il risarcimento dei danni alle parti civili.

I fatti risalgono al settembre 2007 quando, secondo l’accusa, numerosi soggetti si accordarono per simulare un sinistro e chiedere così i danni alle compagnie assicurative. Quattordici le persone coinvolte: i 4 titolari di una carrozzeria (ma tre, tra cui due fratelli, sono stati scagionati per mancanza di prove) sita sulla consolare per San Marino, un avvocato accusato di essersi accordato con i carrozzieri e le 9 persone che si trovavano sulle due auto coinvolte nel sinistro. Il tutto prende il via da un’indagine, condotta qualche mese prima dalla Guardia di Finanza di Rimini, sui presunti abusi d’ufficio commessi da alcuni vigili urbani che avrebbero privilegiato la medesima carrozzeria a discapito di altre in cambio di favori. L'indagine, in questo caso, venne archiviata per che il fatto non sussite.

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Dalle intercettazioni relative alla prima inchiesta, due ufficiali delle Fiamme Gialle ascoltarono il colloquio intercorso tra il legale e un socio della carrozzeria nel quale l’avvocato chiedeva se c’era la possibilità di simulare un incidente tra due vetture nella serata successiva. I militari decisero così di predisporre un servizio di appostamento nei pressi della carrozzeria, con l’ausilio di una videocamera per immortalare il tutto. E si videro arrivare due autovetture, una Fiat Bravo (a bordo di un carro attrezzi) e una Peugeot 206 e poi parlottare nel piazzale della carrozzeria i conducenti e il legale che aveva contattato i titolari dell’impresa. Quindi le due vetture vennero portate sul retro e furono fatte scontrare. Poi i nove componenti delle due vetture si recarono in ospedale per denunciare, in otto, forti dolori provocati dal quel tamponamento.

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