Il giallo di Rivabella. La squadra Mobile "Un omicidio estremamente difficile da risolvere"

Gli inquirenti della polizia non sono ancora riusciti ad individurare l'autore della coltellata fatale che ha ucciso la giovane cameriere romena all'interno della pensione di via Astico. Proseguono in Questura gli interrogatori dei testimoni ma, al momento, nessuno risulta essere iscritto nel registro degli indagati

Resta ancora un mistero irrisolto il giallo dell’omicidio di Florentina Ciobanu, la cameriera romena 33enne ritrovata morta giovedì mattina verso mezzogiorno nella cucina della pensione Scilla dove lavorava durante la stagione estiva. Una giornata convulsa che, dal momento del ritrovamento del cadavere, ha visto il personale della squadra Mobile di Rimini e della polizia Scientifica cercare di raccogliere elementi utili per individuare l’omicida.

Per tutto il pomeriggio, gli inquirenti hanno cercato di ricostruire i movimenti della ragazza che, dopo aver terminato di lavorare come cameriera, oggi sarebbe dovuta ripartire per la Romania. Secondo quanto emerso dall’indagine la 33enne, che anche nel 2012 aveva lavorato nella stessa struttura, si trovava nell’albergo insieme alla proprietaria anche se, nel corso della mattinata, sembra che anche il figlio della titolare avesse frequentato la pensione. L’uomo, un 39enne, a metà mattina avrebbe consegnato alla Ciobanu i biglietti del pullman per far ritorno a casa mentre, la ragazza, aveva già portato nella hall le sue valigie e alcuni pacchi.

Verso le 11.30 la titolare è uscita dalla pensione per andare a prendere la propria auto con la quale accompagnare la 33enne alla stazione dei pullman e, dopo averla parcheggiata davanti a una porta laterale dell’albergo è rientrata nella hall. Qui, secondo quanto dichiarato dalla donna alla polizia, l’avrebbe chiamata un paio di volte per informarla che era pronta per partire e, sempre secondo il suo racconto, la Ciobanu le avrebbe risposto che stava arrivando. Dopo alcuni minuti, non vedendola scendere, la proprietaria è salita nella cucina al primo piano della pensione trovando il corpo della 33enne riverso a terra, con il coltellaccio da cucina ancora piantato nel petto, in un lago di sangue. Secondo il medico legale, che ha compiuto una prima ispezione cadaverica, il decesso è avvenuto tra le 10 e le 11 del mattino.

Nel corso del pomeriggio, gli investigatori hanno ispezionato il bar gestito dal figlio della proprietaria dell’albergo e, qui, hanno messo sotto sequestro lo scooter del 34enne mentre, nel frattempo, in Questura sono iniziati gli interrogatori. Ad essere ascoltati dal personale della squadra Mobile, oltre al 34enne e alla titolare della pensione, anche i soci con i quali l’uomo gestisce un bar di Rivazzurra per ricostruire tutti i suoi spostamenti.

In tarda serata, tutte le persone coinvolte nel delitto erano ancora sotto interrogatorio in Questura e il dirigente della squadra Mobile, Nicola Vitale, ha incontrato la stampa per fare il punto della situazione. “Si tratta di un delitto particolarmente difficile da risolvere – ha spiegato Vitale – e al momento stiamo indagando in tutte le direzioni. Per ora, non ci sono persone iscritte nel registro degli indagati e stiamo valutando le dichiarazioni rese dai testimoni e cercando riscontri”. 

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