Gioco d'azzardo: 3.200 le firme presentate per la legge di iniziativa popolare

Un fenomeno diffuso su larga scala, se pensiamo che sono almeno 18 le sale gioco presenti nel solo Comune di Rimini e, in ambito provinciale, superano abbondantemente quota 300 gli esercizi con locali da gioco

Un marchio per contrastare il gioco d'azzardo e valorizzare i locali che non ospitano al proprio interno apparecchi per il gioco; questo all’ordine del giorno dell'incontro di odierno a Bologna del Coordinamento regionale contro il gioco d'azzardo, a cui parteciperà il vice sindaco e assessore ai servizi sociali del Comune di Rimini, Gloria Lisi, “forte” delle 3.200 firme raccolte a Rimini e Riccione da parte del Comitato riminese, composto dalle associazioni che si occupano meritoriamente dell’affermazione di una cultura della legalità e del contrasto alla criminalità.

Il gioco d'azzardo è un fenomeno in crescita dilagante anche nel territorio riminese. I dati sono preoccupanti e anche l'attenzione dell'opinione pubblica e delle Istituzioni è decisamente cresciuta negli ultimi anni. Rimini è al dodicesimo posto in Italia per spesa pro capite al gioco, 1.873 euro all'anno, praticamente più di uno stipendio va in fumo per giocare d'azzardo. Cresce anche chi del gioco ne ha fatto non tanto una passione, ma una vera e propria malattia; nel 2013 sono stati 46 i casi seguiti dai servizi dell'Ausl nell'ambito riminese, ma quasi altrettanti ne stanno arrivando nel 2014, toccando livelli di richiesta mai visti negli anni precedenti.

Un fenomeno diffuso su larga scala, se pensiamo che sono almeno 18 le sale gioco presenti nel solo Comune di Rimini e, in ambito provinciale, superano abbondantemente quota 300 gli esercizi con locali da gioco, per un totale di “macchinette” che supera quota 1.900.

“Quello del marchio “free slot” – commenta Gloria Lisi, assessore ai servizi sociali del Comune di Rimini – rappresenta un primo atto concreto che segue la grande mobilitazione che anche a Rimini abbiamo avuto sul tema del gioco d'azzardo, attraverso la raccolta di più di tremila firme da parte del mondo dell'associazionismo e del volontariato. Sul tema del gioco mi preme richiamare le parole forti del nostro Vescovo Lambiasi durante l'ultimo Corpus Domini, ovvero che si tratta di una logica immorale che si basa sull'adescamento dei soggetti più deboli. Oltre a queste dinamiche sociali, tanto più pericolose in questo periodo di crisi, vanno evidenziate anche quelle legate alla relazione tra gioco d'azzardo e criminalità organizzata, con i correlati come il riciclo di denaro sporco, l'usura e quelle forme criminali che trovano in questo ciclo perverso terreno fertile. Contrastare il fenomeno è però anche una precisa presa di coscienza individuale. Proprio per questo il marchio free slot aiuta i cittadini a poter scegliere autonomamente di usufruire di una attività libera dal gioco, partecipando con la propria scelta al circolo virtuoso della legalità. Anche queste piccole abitudini quotidiane sono una parte importante di un fenomeno comlesso che, oltre che sull'impegno delle Istituzioni, deve poter contare sulle responsabilità individuali e sulla partecipazione della comunità. Le 3.200 firme raccolte rappresentano certamente, da questo punto di vista, un buon viatico”.

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