Gioco d'azzardo, licenze sale scommesse: il Ministero dà forza alle azioni locali

Per l'amministrazione comunale "si tratta di un passaggio importante, inedito, che dà forza alle azioni messe in campo dagli enti locali "

Una nuova circolare diffusa dal Ministero dell’Interno stabilisce come le questure, al momento del rilascio di una licenza per l’apertura di sale scommesse, videolottery e bingo nel territorio di competenza, debbano tenere conto anche della disciplina regionale e locale in tema di distanze minime dai luoghi cosiddetti sensibili, come scuole, luoghi di aggregazione giovanili, impianti sportivi.

Per l'amministrazione comunale "si tratta di un passaggio importante, inedito, che dà forza alle azioni messe in campo dagli enti locali per evitare quelle situazioni di crescita incontrollata di attività dedicate al gioco d’azzardo e gestirle anche sulla base delle diverse peculiarità del territorio. Questo nuovo e più definito orientamento si poggia sull’importante intesa Stato-Regioni sul mercato del gioco d’azzardo sottoscritta il 7 settembre scorso e con la quale sono stati previsti impegni a carico della Regioni e degli enti locali con l’obiettivo di realizzare un’equilibrata distribuzione sul territorio delle sale scommesse e attività similari. Un’intesa che si fonda sul principio imprescindibile del dovere da parte di chi amministra di tutelare della salute pubblica e di contrastare quindi le ludopatie e le dipendenze dal gioco d’azzardo, fenomeno purtroppo in aumento e che comporta importanti ricadute sul contesto sociale".

"Nello specifico la direttiva ministeriale diffusa alla fine del mese di marzo chiarisce che la Questura in sede di rilascio della licenza ex art 88 del Tulps dovrà richiedere anche una dichiarazione sul rispetto delle normative locali regionale in tema di distanze minime dai luoghi sensibili - prosegue l'amministrazione comunale -. Avviato il procedimento, la Questura chiederà al Comune di competenza di procedere al controllo delle dichiarazioni: se il Comune attesterà che mancano i requisiti, la questura sarà tenuta a rifiutare il rilascio della licenza. Il Comune di Rimini su questo fronte è già da tempo impegnato e ha aderito sin da subito e con convinzione alle linee guida regionali, che prevedono il divieto di aprire sale da gioco a meno di 500 metri dalle scuole, dai luoghi di aggregazione giovanile e di culto, dagli impianti sportivi, dalle strutture ricettive per categorie protette".

Sulla base di queste linee guida a dicembre l’amministrazione ha approvato la mappatura dei luoghi sensibili presenti sul territorio comunale, andando ad individuare intorno ad essi l’area di rispetto di 500 metri. La mappatura inoltre è anche per verificare la presenza di sale da gioco, sale scommesse, videolottery e di locali che al loro interno ospitano slot machine, così da promuoverne il trasloco a distanza di sicurezza. "Una mappa che è servita per dare operatività alle linee guida regionali e che ora assume ancora maggior rilievo, nell’ottica di una strategia di sistema – Stato, Regioni, Enti locali – a contrasto di una patologia grave come la ludopatia e del gioco d’azzardo illegale", conclude il Comune.

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