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Gioco d'azzardo: "Può diventare tra le più devastanti forme di dipendenza per il mondo minorile"

"In un tempo liquido, incerto, precario, dobbiamo indicare ai giovani un percorso di creatività, responsabilità e libertà autentica”: con queste parole il presidente del CNR, Luigi Nicolais, ha avviato i lavori del forum “Disagio e dipendenza: nuovi confini, altre emergenze”, primo forum del “WeFree Days”

"In un tempo liquido, incerto, precario, dobbiamo indicare ai giovani un percorso di creatività, responsabilità e libertà autentica”: con queste parole il presidente del CNR, Luigi Nicolais, ha avviato i lavori del forum “Disagio e dipendenza: nuovi confini, altre emergenze”, primo forum del “WeFree Days”, evento pensato e realizzato grazie al contributo dei ragazzi della comunità, che si svolge sabato e domenica a San Patrignano. Due giornate, a cui partecipano oltre 2mila studenti provenienti da istituti superiori di tutta Italia, dedicate alla prevenzione da ogni tipo di dipendenza e al disagio sociale giovanile.

Tra le nuove emergenze, nel forum si è discusso molto di gioco d’azzardo. Secondo i dati presentati da Maria Cristina Perilli, Ser.T Milano, “la spesa degli italiani per il gioco d’azzardo è salita dai 24,79 miliardi del 2004 agli 88,57 del 2012”. La spesa pro capite per il gioco d’azzardo ha quindi superato i 1400 euro l’anno. Cifre confermate da Vincenzo Spadafora, Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza: “in prospettiva il gioco d’azzardo può diventare tra le più devastanti forme di dipendenza per il mondo minorile. Già oggi – ha lanciato l’allarme - il 45% degli studenti ha giocato somme di denaro e, di questi, il 60% in modo non occasionale”.

Sui pericoli per i più giovani che nascono dal web si è soffermato Federico Tonioni, Direttore Centro per le psicopatologie del web del Policlinico Gemelli. “Nell’era digitale tempo e spazio sono vissuti diversamente”. Ciò che manca sul web “sono il corpo fisicamente inteso nella sua concretezza e la comunicazione emotiva, non verbale”. A subirne le conseguenze i ragazzi più fragili, “che gestiscono le uniche relazioni possibili grazie alla capacità di aggirare le emozioni che offre Internet”.

Un possibile segnale d’allarme? “L’abbandono dell’attività sportiva”, risponde l’esperto, un tema caro al Presidente del CONI Giovanni Malagò, che ha, infatti, ricordato che tra 11 e 16 anni il 40% dei ragazzi smette di fare sport”, confermando che questo fenomeno non solo impatto sulla spesa sanitaria, ma rappresenta un pericoloso segnale di disagio. Per contrastarlo, il CONI è impegnato a promuovere una nuova legge sugli stadi e impianti sportivi su tutto il territorio. Di prevenzione sul territorio ha parlato anche Giovanni Pieretti , Presidente Comunitalia, che, inoltre ha sottolineato il pericolo della normalizzazione delle dipendenze. Lo psichiatra Alessandro Meluzzi, invece, ha dedicato, invece, il proprio intervento al tema dell’emergenza educativa.

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