Gioco manesco o raptus omicida, l'autopsia per chiarire le cause della morte di Rosa Santucci

Il nipote, accusato del delitto e arrestato dai carabinieri, piantonato nel reparto psichiatrico dell'Infermi

Solo lo spettro della schizofrenia, malattia per la quale era seguito dal reparto di igiene mentale, potrebbe spiegare il raptus che ha portato Alessio Berilli a uccidere la nonna Rosa Santucci conficcandole un dito nell'occhio. E dovrà essere l'autopsia, disposta dal magistrato Luca Bertuzzi e in programma per la giornata del 9 gennaio, a dover chiarire le cause del decesso dell'89enne trovata esanime nella sua abitazione di viale Chieti a Riccione. Un delitto per il quale è indagato il nipote 43enne che, interrogato davanti ai carabinieri subito dopo la scoperta del cadavere dell'anziana, ha parlato di un gioco manesco finito in tragedia. Un dramma che, in famiglia, nessuno si aspettava visti gli ottimi rapporti tra la nonna e il nipote che conviveva con lei e aveva addirittura voluto spostare la propria residenza dalla casa dei genitori all'appartamento dell'89enne. Lo stesso Berilli, difeso dall'avvocato Alfonso Vaccari, interrogato dai carabinieri e dal pubblico ministero prima dell'arresto, ha raccontato di stare giocando con l'anziana al momento della tragedia e, forse proprio a causa dei suoi problemi mentali, non si era reso conto di farle del male. "Il fatto stesso - sottolinea l'avvocato Vaccari - che sia stato il mio cliente a correre per chiedere aiuto alla vicina parlando di una caduta indica che non aveva l'intenzione di nuocere alla nonna". L'esame autoptico, quindi, dovrà spiegare se il decesso della Santucci sia stato causato da quel dito conficcato nell'orbita oculare o dalla successiva caduta a terra dell'89enne. Berilli, al momento, si trova piantonato nel reparto di psichiatria dell'Infermi e con tutta probabilità venerdì comparirà davanti al Gip per l'interrogatorio di garanzia. La difesa, comunque, ha già preannunciato che chiederà una perizia psichiatrica sul suo assistito.

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Sul tavolo degli inquirenti, tuttavia, c'è anche l'ipotesi che a scatenare la reazione incontrollata del 43enne ci sia stato un battibecco con la nonna piuttosto che un gioco manesco. Berilli, infatti, avrebbe chiesto del denaro all'89enne con la quale viveva da tempo nell'appartamento e la Santucci si sarebbe rifiutata di darglielo. Il vedersi rifiutare la "paghetta" che la donna era solito elargirgli unita all'insistenza dell'anziana nel fargli assumere controvoglia i farmaci potrebbe aver fatto scattare il raptus nel nipote. Proprio per quanto riguarda l'assuzione delle medicine, lo scorso 4 gennaio Berilli si era presentato ai carabinieri di Misano sostenendo che i famigliari lo sottoponevano a dei trattamenti sbagliati e che, questi, minavano la sua salute.

Schizofrenia, il parere del prof. Alessandro Meluzzi

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