Giornata internazionale contro la violenza sulle donne: tutte le iniziative della Polizia

In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, la Polizia di Stato ha allestito la sua postazione mobile in Piazza Tre Martiri

In occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il Comune di Rimini e la Prefettura di Rimini in collaborazione con l’Associazione Rompi il silenzio Onlus ha organizzato “E’ per te”, la camminata cittadina giunta alla sua quinta edizione e che nasce per sensibilizzare la cittadinanza sul fenomeno della violenza contro le donne. La camminata prenderà il via sabato pomeriggio alle 16 dalla Piazzale Giulio Cesare per attraversare tutto il centro storico e terminare in Piazza Tre Martiri. All’iniziativa di sensibilizzazione, tra le altre Autorità cittadine, parteciperà anche il Questore di Rimini, Maurizio Improta, Enrica Bonini Vicario del Questore e Orlando Parrella, dirigente della Divisione Polizia Anticrimine, a testimonianza dello straordinario impegno e professionalità che ogni giorno le donne e gli uomini della Polizia di Stato specializzate nell’esame dei casi di violenza di genere mettono in campo con lo scopo di contrastare l’odioso fenomeno della violenza sulle donne.

Tale fenomeno è una delle forme più gravi e diffuse di violenza, di dimensioni epidemiche e trasversali poiché non conosce confini geografici, culturali, di sesso, età e di estrazione sociale. Da sempre la Polizia di Stato è impegnata nel contrasto e nella prevenzione di inammissibili aggressioni fisiche, morali, psicologiche, economiche, sessuali e persecutorie che invalidano l’esistenza delle vittime, aggravandone la percezione personale per la difficoltà di riconoscersi tali, anche a causa della tendenza psicologica di rimanere ancorate al mito dell’amore eterno, che ostacola la sovrapposizione della figura dell’offensore al proprio partner. La Polizia di Stato ha deciso di compiere un ulteriore passo di avvicinamento nei confronti delle vittime di questi reati: l’avviato progetto “Questo non è amore” ha infatti come finalità la creazione di un contatto diretto tra le donne ed un’equipe di operatori specializzati pronti a raccogliere le testimonianze dirette di chi, spesso, ha paura di denunciare o di varcare la soglia di un ufficio di polizia.

Per fornire un rigoroso impulso all’azione di prevenzione del reato de quo, favorendo una migliore conoscenza di un fenomeno dal numero oscuro e delle sue trasformazioni, la Questura di Rimini, stimolata dal Ministero dell’Interno, sta realizzando una campagna di informazione e sensibilizzazione presso i luoghi simbolo della città – parco Fellini, piazza Tre Martiri, Arco d’Augusto, Piazza Ganganelli di Santarcangelo in occasione della festa del S. Patrono - con il contributo del personale dell’Assessorato Pari Opportunità del Comune di Rimini e dei locali centri antiviolenza. L’iniziativa si sviluppa con il supporto di una postazione mobile della Polizia di Stato (gazebo) e prevede il contatto diretto sia con le potenziali vittime alle quali verrà offerto il sostegno dell’èquipe istituzionale multidisciplinare composta da personale della Divisione Polizia Anticrimine, Squadra mobile e del Medico della Polizia di Stato, sia con la generalità della cittadinanza per discutere delle caratteristiche e peculiarità del fenomeno, anche con l’ausilio di filmati e distribuzione propagandistica di brochure predisposte per l’occasione della Polizia di Stato.

E dopo l’importante riscontro in termini di pubblico che hanno riscosso le precedenti iniziative organizzate fino a oggi, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, la Polizia di Stato ha allestito la sua postazione mobile in Piazza Tre Martiri, dove gli esperti della Polizia di Stato e delle locali Associazioni di Volontariato Antiviolenza locali e del Comune di Rimini, potranno illustrare a cittadini e a semplici curiosi i dettagli del progetto (fornendo loro ogni chiarimento e materiale illustrativo video e stampato) o raccogliere denunce o segnalazioni di situazioni concrete e reali da approfondire. Finora sono state migliaia le persone che hanno chiesto informazioni e hanno ritirato gli opuscoli e i pieghevoli predisposti dalla Polizia di Stato: l’attività ha soprattutto consentito di acquisire alcuni preziosi elementi informativi che hanno consentito di adottare provvedimenti di ammonimento nei confronti di due ex coniugi, e di raccogliere una segnalazione che è stata approfondimento da parte degli specialisti della Divisione Anticrimine della Questura di Rimini.

La campagna “Questo non è amore” è un’ iniziativa permanente; in questo momento 83 Questure hanno iniziative sulla violenza di genere. In due anni, con il progetto, si hanno avuti 80 mila contatti con le vittime. Il capo della Polizia Franco Gabrielli, parlando dell'attività di prevenzione delle iniziative informati messe in campo per contrastare la violenza di genere, ha ricordato quanto sia importante "la capacità di intercettare i segnali di una violenza che troppo spesso scaturisce in atti lesivi della persona". Emerge, in particolare, un aumento dell’incidenza percentuale delle donne vittime, passate dal 68% del gennaio-agosto 2017 al 71% dell’analogo periodo 2018. È interessante riscontrare come il dato relativo ai reati spia mostri un andamento trasversale a tutto il territorio nazionale, a prescindere dai c.d. preconcetti territoriali. È la Sicilia la regione dove l’indice di delitti commessi/denunce alle forze di polizia registra l’incidenza più alta. La lettura complessiva dell’andamento dei reati spia nel quadriennio 2014-2017 e nei primi 8 mesi del 2018 – rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente – dopo aver registrato un leggero aumento, si mostra in flessione, soprattutto nei mesi di gennaio–agosto 2018 (comprese le violenze sessuali che nel 2017 avevano fatto registrare l’aumento maggiore, pari al +14%). A fronte di tale flessione, si registra, invece, un considerevole aumento dell’azione di contrasto (denunce e arresti). Particolarmente positivo il contrasto ai maltrattamenti in famiglia, già in aumento del 14% nel biennio precedente e dell’11% nei primi 8 mesi dell’anno in corso. Si può notare, poi, come mentre nel biennio 2016/2017 l’incidenza percentuale degli autori stranieri si attestava intorno al 24 % rispetto agli italiani, nei primi mesi del 2018 si registra un sensibile aumento: la percentuale di stranieri presunti autori dei reati spia sale dal 23% circa al 27%, mentre quella relativa agli italiani passa dal 77% al 73%. Particolare è, invece, la tendenza a delinquere dei cittadini italiani e stranieri in base all’età. Se in media gli stranieri sono considerati autori dei delitti in esame nel 27% circa dei casi, la percentuale sale al 34% se si considerano i soli autori stranieri minori dei 18 anni.

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