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“Giorno del Ricordo”: la deposizione della corona alla "Biblioteca di pietra”

Il monumento dedicato alle vittime delle foibe ha visto aggiungere ai 30 autori già presenti sulle pietre delle scogliere una nuova targa di ottone che riporta un'opera di Simone Cristicchi

Con una cerimonia sobria,  nel rispetto delle restrizioni anti-COVID19, si è svolta questa mattina, alla “Biblioteca di pietra”, Molo di Rimini - la solenne commemorazione per il ricordo delle vittime del confine orientale. La “Biblioteca di pietra”, dedicata alle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle drammatiche vicende del confine orientale è un monumento che parla e può crescere. Quest’anno infatti ha visto aggiungere ai 30 autori già presenti sulle pietre delle scogliere, una nuova targa di ottone che riporta una nuova opera. È quella realizzata da Simone Cristicchi intitolata  “Magazzino 18. Storia d’italiani esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia” ,  che lo scorso anno era presente alla commemorazione sul molo di Rimini e ha presentato nel Teatro Galli il suo spettacolo.  

Presenti alla commemorazione il Sindaco Andrea Gnassi, il Prefetto di Rimini Giuseppe Forlenza e i rappresentanti delle tre associazioni presenti a Rimini che rappresentano gli esuli -  “Unione degli Istriani”; “Ass.ne Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia”  e “Comitato 10 Febbraio”. L’evento è stato organizzato, in stretta sinergia con l’Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea di Rimini.

“Rinnoviamo con grande consapevolezza e lucidità questo momento - dichiara il Sindaco Andrea Gnassi - il ricordo delle vittime del confine orientale. Con le associazioni delle vittime degli esuli e con l’Istituto storico della resistenza abbiamo voluto fare qualcosa di profondo. La Biblioteca di Pietra è davvero una cosa unica. Questo mare che bagna terre lacerate dal sangue e dalle atrocità come quelle delle foibe, possono tentare di ricostruire una relazione per il futuro, anche attraverso la forza del sapere della conoscenza della cultura. La forza dei libri ci dà degli strumenti per tessere anche questo tipo di relazioni,  di pace e non di odio.”
 
         

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