Shoah, dal 1964 ad oggi 2.500 ragazzi in visita-studio nei luoghi dell'olocausto

"Rimini – ha ricordato Gnassi - prima ancora che fosse formalizzata la giornata della memoria, iniziò nei primi anni sessanta a organizzare, tra i primi in Italia, i viaggi studio con le scuole nei luoghi dello sterminio"

Il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, accompagnato dal vicesindaco con delega ai servizi educativi, Gloria Lisi, ha celebrato mercole mattina insieme agli studenti della scuola primaria di Miramare il Giorno della memoria, in ricordo delle vittime del nazismo e della Shoah. La cerimonia ufficiale si è svolta al Parco “Ai Caduti nei Lager 1943-1945”, di via Madrid, alla presenza anche delle autorità civili e militari, dei rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma.

“Rimini – ha ricordato Gnassi - prima ancora che fosse formalizzata la giornata della memoria, iniziò nei primi anni sessanta a organizzare, tra i primi in Italia, i viaggi studio con le scuole nei luoghi dello sterminio. Questo perché le nostre famiglie e la nostra comunità, che hanno pagato un prezzo altissimo alla guerra di liberazione, possiedono nel dna il ricordo di quegli orrori e la consapevolezza che mai più debbano ritornare tali violenze. Negli anni sono stati più di 2.500 gli studenti riminesi che hanno avuto la possibilità di fare questa esperienza fondamentale per la crescita personale e civica. Purtroppo tutta questa violenza non è relegata nel tempo passato ma ancora oggi, in forme simili come quelle del terrorismo o del fanatismo, vive in alcune zone di paesi non lontani da noi, come la Libia e la Siria. Ecco allora che lo studio a scuola e l'ascolto dei reduci che sono con noi oggi a ricordarci la pena di quei giorni, ma anche la speranza che non li ha mai abbandonati in una vita e una società migliore, diventano un modo non solo per conoscere la storia ma per interpretare, cercando di cambiarlo in meglio, il mondo di oggi”.

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“L'anno scorso – ha proseguito Lisi – ero in visita ad Auschwitz e Birkenau insieme a 55 studenti riminesi che durante l'anno svolgono il percorso di studi sulla memoria dell'olocausto e delle vittime del nazi-fascismo. Un'esperienza forte che vale molto più di tante parole, che ti fa sentire sulla pelle l'orrore e la crudeltà di cui l'uomo è capace.  Non si tratta solo di ricordare ma di capire come quello contro la guerra debba essere l'impegno di una vita, e non solo di una giornata. Un impegno forte che il Comune di Rimini ha con le scuole del territorio e che intende sostenere e potenziare per permettere il coinvolgimento del maggior numero di studenti possibile”.

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