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Gli aspiranti automobilisti riminesi i migliori di tutta la Romagna

La percentuale dei promossi all'esame sfiora il 90%, tanti però i neo 18enni che falliscono la prova di teoria

In un momento storico in cui è stata confermata la proroga al 2021 per la validità del “foglio rosa”, conseguire la patente B resta uno dei traguardi più importanti della vita, soprattutto per i giovanissimi. Secondo l’elaborazione del Centro Studi di AutoScout24, su base dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in Emilia Romagna, nel 2019 40.858 persone hanno superato l'esame finale di guida per la patente B, pari al 77,2% sul totale (la media nazionale è dell’84,8%). Un dato, quest’ultimo, che posiziona la regione al 16° posto in Italia per tasso di promossi. Tra le province, la percentuale più alta di promossi alla guida si registra a Bologna (87,8%) e Rimini (86,7%). Seguono Piacenza (82,4%), Reggio Emilia (78,6%), Ferrara (76,9%), Parma (75,2%), Modena (73,1%), Forlì (67,9%), Lodi (79,3%) e, agli ultimi posti, Forlì-Cesena (67,9%) e Ravenna (61,8%). Ma l’esame di guida è “solo” la fase finale del test; prima bisogna superare la teoria, dove il dato degli idonei nella regione si ferma al 67,6%, un valore comunque superiore alla media nazionale (66,5%). I promossi alla teoria variano dal 70,9% di Modena e 70% di Ferrara ai più “rigidi” di Piacenza (63,6%).

Secondo l’analisi realizzata dal Centro Studi di AutoScout24, condotta su giovani utenti neoautomobilisti dai 18 ai 24 anni, la maggior parte riguarda ovviamente la Generazione Z. Giovani che vogliono essere finalmente autonomi e poter gestire il proprio tempo (il 72%), ma che vedono la patente anche come una conquista personale (51%) o un mezzo per viaggiare (44%). Ragazzi che preferiscono l’auto agli altri mezzi per i propri spostamenti quotidiani (85%) ma che hanno caratteristiche di guida diverse, per lo più positive: da un lato la maggioranza, composta dai sicuri (46%), attenti (21%), prudenti (14%) e calmi (9%), dall’altro, fortunatamente limitati, dagli spericolati e incoscienti (8%), arrabbiati (2%) e distratti (1%). Una curiosità: nessuno si dichiara Insicuro, forse un elemento che caratterizza questa generazione.

Partiamo dall’inizio: guida e timori.  La maggior parte dei giovani neopatentati (69%) si sente tranquilla e sicura alla guida sin dall’inizio, ma c’è un 16% che soffre d’ansia e vive o ha vissuto i primi momenti su strada con qualche preoccupazione. Al primo posto delle fobie più ricorrenti per chi ha appena iniziato a guidare c’è la paura di non riuscire a parcheggiare, indicata dal 26% dei giovani della fascia 18-24 anni. A seguire, con il 17%, il traffico, e al 12% la paura di investire i pedoni e di causare incidenti. Qual è l’auto che i giovani neopatentati guidano abitualmente? Il 39% quella dei genitori e il 28% ne ha ricevuta una in regalo come premio appena superata la prova d’esame. Si tratta di vetture alimentate principalmente a Benzina (50%) o Diesel (35%), ma sull’età il campione si divide: il 55% più fortunato guida vetture che hanno meno di 5 anni di vita, mentre per il 26% supera i 10 anni.

Interrogati sull’auto ideale, la Generazione Z continua a preferire il motore a benzina, indicato dal 55% del campione, seguito a netta distanza dal diesel (16%), il quale sembra però perdere interesse probabilmente a causa delle campagne contro. L’ibrido e l’elettrico si fermano insieme al 12%. Sul fronte delle caratteristiche, secondo loro l’auto di un neopatentato dovrebbe essere piccola e compatta (34%), avere una carrozzeria resistente (24%), facile da parcheggiare e dotata di sensori che aiutano nelle manovre (19%). Tra le auto per neopatentati più cercate su AutoScout24 troviamo sul podio la Fiat 500, la Volkswagen Polo e la MINI One. Seppur la maggioranza, con il 63%, si dica d’accordo con le restrizioni del codice della strada previste per i neopatentati, riguardanti limitazioni di potenza, di velocità e limitazioni per i livelli di tasso alcolemico, il 22% pensa che 3 anni siano troppi e che bisognerebbe ridurre la durata dei limiti, mentre ben il 29% valuta le norme eccessive.

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