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Gli studenti delle Superiori fanno l' "ora del sesso"

Si apre domani sabato 25 febbraio all'ITIS 'Leonardo Da Vinci' di Rimini la IV edizione del ciclo di conferenze sulla prevenzione alle malattie sessualmente trasmissibili organizzate dai ragazzi del Leo Club

Si apre domani sabato 25 febbraio all’ITIS ‘Leonardo Da Vinci’ di Rimini la IV edizione del ciclo di conferenze sulla prevenzione alle malattie sessualmente trasmissibili organizzate dai ragazzi del Leo Club Valle del Conca e rivolte agli studenti delle classi quarte degli istituti scolastici superiori della Provincia di Rimini. I prossimi sabato: 3 e 24 marzo saranno coinvolti rispettivamente gli studenti del Liceo Scientifico A. Volta di Riccione e dell’ISISS Gobetti – De Gasperi di Morciano per un totale di circa 400 studenti.

La campagna di prevenzione intitolata ‘L’ora del sesso’ è stata promossa da Matteo De Angelis e attentamente curata e sviluppata dal presidente del Leo Club Valle del Conca, Chiara Broccoli assieme ai ragazzi del Club. Relatori degli incontri saranno professionisti e specialisti in medicina, psichiatria, psicologia e teologia: il Direttore dell'Unità Operativa di Dermatologia dell'Ospedale "Infermi" di Rimini, Stefano Catrani, il dermatologo Maurizio Pallanti, lo psichiatra Giorgio Broccoli, la psicologa e psicoterapeuta Livia Signorini, il responsabile della catechesi della Diocesi di Rimini, Don Cristian Squadrani e Don Massimiliano Cucchi.

Lo scopo dell’iniziativa è quello di colmare il vuoto informativo attorno alle malattie sessualmente trasmissibili. L’intento è quello di presentare agli adolescenti varie facce di un argomento molto spesso "imbarazzante" sia a casa che a scuola, per prevenire lo sviluppo di malattie in continuo aumento soprattutto tra i giovani.

Le conferenze si suddividono in tre interventi:  etico, psicologico e scientifico per dare loro una panoramica a 360 gradi di quello che è il mondo che circonda i ragazzi, pieno dei pericoli causati da un primo rapporto sempre più precoce (avvenuto prima dei 14 anni per il 18% delle ragazze) e una scarsa informazione a scuola e in famiglia.

La mancanza di informazioni troppe volte lascia spazio a credenze, leggende e supposizioni tra i ragazzi come è stato dimostrato dai questionari anonimi che vengono distribuiti prima di iniziare ogni incontro per testare la loro conoscenza. Le percentuali che ne escono sono molto importanti: solo il 30% dei ragazzi conosce il nome di 5 malattie e solo 1 su 3 è riuscito ad individuare la stima corretta delle più frequenti.

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