Gnassi: "Anche io minacciato per la mia battaglia contro il cemento"

Il sindaco di Rimini solidale con la collega di San Lazzaro destinataria di frasi minacciose per lo stop a un insediamento urbanistico

Quel che capita a Isabella Conti, sindaco di San Lazzaro (in provincia di Bologna), destinataria di frasi minacciose per lo stop a un insediamento urbanistico è un 'replay' per il primo cittadino di Rimini, Andrea Gnassi: nel 2012 gli arrivarono "lettere anonime che contenevano esplicite e pesanti minacce per la battaglia contro il cemento che l'amministrazione stava impostando". E dunque, "ho perfettamente presente quel che in questi giorni si può agitare nell'animo di Isabella Conti": le informazioni che emergono sul suo caso "disegnano un quadro, se non identico, molto simile a quello che vide Rimini come scenario due anni fa" e per Gnassi "quel che accade oggi e quel che accadde allora dimostra a mio parere due cose". La prima è la "più importante: sta davvero cambiando una stagione sul fronte di quello che per troppo tempo era da tutti considerato un bancomat cui attingere senza neanche digitare il codice, e cioè il mattone che tutto fa girare e che mai nei 'secoli dei secoli' avrebbe esaurito la sua forza".

Seconda "e piu' pericolosa" considerazione: "Contrapporre la vecchia impostazione de 'la crisi si supera dando un altro giro al mattone' o di 'non si può fermare una economia per un'impostazione ambientalista' all'urgenza del cambiamento circa un nuovo modo di considerare il territorio rischia di produrre un clima malato e potenziali germi deleteri", avverte Gnassi. Ma è una battaglia che va condotta. "L'elemento paradossalmente positivo della storia di Isabella Conti è che stia via via emergendo un movimento collettivo a favore di un rispetto più alto di ciò che si chiama territorio, per alimentare una direzione nuova del fare economia, legata alla rigenerazione, al paesaggio, alla tecnologia e non ai retini e alle aree di espansione".

Dunque, se cambia c'è piu' attenzione e sensibilità al territorio "non servono albi dei 'sindaci anti cemento', serve semmai che le istituzioni, gli amministratori non siano lasciati soli, nel silenzio che a volte 'parla' più di mille discorsi. E servono politiche vere, che incentivino sistematicamente i programmi e i progetti di riqualificazione e di rigenerazione sul modello europeo, per lasciarci alle spalle l'era del mattone", esorta Gnassi in una nota.

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"La nuova era della nuova Regione ha la possibilità di premiare e destinare risorse, a partire dai fondi europei, per chi percorre questa direzione. Non ci sono piu' alibi. Da qui si vedrà se i sindaci, oltre ala solidarietà, potranno essere sostenuti nelle scelte concrete a tutela del territorio", dice ancora il sindaco di Rimini che tra i "ricordi più amari dell'esperienza amministrativa" mette proprio le "lettere anonime" minatorie "per la battaglia contro il cemento che l'amministrazione stava impostando". Era il periodo di elaborazione del Masterplan, dell'archiviazione dei project financing sul lungomare, "di richieste di presunti danni milionari, del dibattito su tutta una serie di piani particolareggiati che 'dovevano' essere approvati perchè 'i diritti acquisiti sono intoccabili', di una bolla immobiliare già esplosa con la sua eredità di 15.000 alloggi sfitti in provincia". Ebbene, rivendica Gnassi, "in quel contesto caldo, polemico, in cui si determinava la qualità e l'autorevolezza del governo locale all'indomani di elezioni, ecco 'quelle' lettere", ma "Rimini e' andata avanti e ha vinto nelle sedi deputate molte delle sue battaglie contro un uso non più tollerabile del territorio. Con la schiena dritta e facendo quello che si doveva fare a difesa della comunità"

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