Gnassi: la confusione per le concessioni demaniali è "un danno per il Paese"

La loro applicazione, infatti, secondo il sindaco di Rimini, è "difficile e problematica"

Le nuove disposizioni sulle concessioni demaniali marittime, fissate dalla Legge 145 del 2018 rischiano di "danneggiare il paese, i territori, le comunità, gli operatori". La loro applicazione, infatti, secondo il sindaco di Rimini Andrea Gnassi, è "difficile e problematica". All'appello, entra nel dettaglio, manca ancora il decreto che stabilisce i termini e le modalità per la revisione del sistema delle concessioni, un "ritardo" che "genera situazioni di incertezza nei Comuni, negli operatori economici e più in generale rallenta i processi e i progetti nonchè gli investimenti sulla riqualificazione". A creare problemi, prosegue, è la durata della concessione, con decorrenza dalla data di entrata in vigore della legge, di 15 anni, sino al 31 dicembre 2033, per via dell'orientamento giurisprudenziale che "ritiene illegittime, in quanto in contrasto con i principi comunitari, le norme statali di proroga od estensione della durata delle concessioni". Così i Comuni "da un lato vengono diffidati dai concessionari a convalidare l'estensione della durata delle concessioni; dall'altro, qualora i giudici amministrativi o penali stabilissero l'illegittimità di tali estensioni potrebbero essere chiamati a rispondere". Inoltre, continua il sindaco, "a tutt'oggi non è stata emanata alcuna direttiva per l'estensione" con inevitabili comportamenti e procedure diverse da parte dei vari Comuni. E le amministrazioni "non possono avviare o proseguire l'attività di devoluzione delle opere non amovibili nè le procedure di evidenza pubblica per il rilascio delle concessioni.

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Appunto una "situazione, ingarbugliata, confusa, che danneggia il Paese, i territori, le comunità, gli operatori". C'è infatti, spiega Gnassi, "una situazione di oggettivo conflitto tra la norma comunitaria e perfino quella nazionale sulla concorrenza rispetto ai più recenti provvedimenti governativi". Se la prospettiva è quella indicata dalla sottosegretaria Bonaccorsi con il "Progetto Mare", "l'attuale quadro conflittuale tra normative nazionali e europee non garantisce nulla. Il rischio, segnalato dagli stessi operatori, è che a breve si debba ricominciare tutto da capo. Rimini ribadisce come sia urgente affrontare questo tema in maniera strutturale perchè strategico per il Paese". Palazzo Garampi al momento non può che "dare attuazione alla procedura di estensione delle concessioni, come indicato dalla legge", e comunicherà nei prossimi giorni a ciascun concessionario i requisiti e le condizioni, nonchè la documentazione da produrre. Le concessioni sono oltre 500 e il Comune attuerà l'estensione mediante un atto ricognitivo e non attraverso l'apposizione di un timbro.

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