Grande partecipazione alla XV Edizione del Festival del Mondo Antico

"All’indomani del congedo dalla XV edizione del Festival del Mondo Antico resta nel cuore la sensazione di aver compiuto, in solo tre giorni, un viaggio che dall’Emilia ci ha proiettati lontano nel tempo e nello spazio"

"All’indomani del congedo dalla XV edizione del Festival del Mondo Antico resta nel cuore la sensazione di aver compiuto, in solo tre giorni, un viaggio che dall’Emilia ci ha proiettati lontano nel tempo e nello spazio, ad abbracciare millenni di storia e a raggiungere terre anche molto distanti, dall’America all’Oriente". Sono le parole dell’assessore alla Cultura del Comune di Rimini Massimo Pulini al termine del festival -

"Un viaggio percorso in buona e numerosa compagnia (quasi 5000 le presenze in due giornate e mezzo di appuntamenti!), a fianco dei tanti protagonisti, nostre guide d’eccellenza nei diversi itinerari aperti dal tema legato ai 2200 anni della via Emilia", evidenzia Pulini. Denso ed emozionante il momento dell’inaugurazione culminato nella lectio magistralis di Maurizio Bettini che ha restituito la solitudine dell’esilio nella lontananza dalla patria e insieme nella “privazione dell’acqua e del fuoco”, beni comuni identitari dell’appartenenza così come la lingua. Testimone di questo intimo dramma, ancora attuale e condiviso, è Ovidio che descrive la propria condizione di esule sulle coste del Mar Nero con le parole intensamente interpretate da Ivano Marescotti.

Le origini della strada e la storia della Regione che da lei prende il nome improntano la coinvolgente serata affidata a Valerio Massimo Manfredi e l’incontro a più voci fra archeologia e storia con Giovanni Brizzi, Filippo Maria Gambari e Jacopo Ortalli; ne è scaturita l’immagine di un segno forte nel paesaggio capace di incidere sulla vocazione del territorio e sul carattere delle popolazioni, un vero e proprio limes, una linea di confine ai piedi dell’Appennino sulla quale si inanellano importanti città, centri di un popolamento intenso che non ha mai conosciuto soluzioni di continuità.

Una realtà antica ma ancora viva e vivace nella dinamicità di una strada che non ha un inizio né una fine e su cui, da millenni,  scorre il quotidiano incessante movimento di genti e cose. Uno spaccato colto attraverso diverse sensibilità, dalle mostre fotografiche al video “Tra la via Emilia e Pavana”, come nell’evento di domenica mattina al Grand Hotel che ha fatto emergere il carattere operoso e geniale delle genti intorno all’Emilia e che ha visto il gemellaggio con il Comune di Parma generare un momento ispirato alla figura di Edmomdo Berselli, letto da Alessio Boni, e alla spensieratezza delle vacanze degli anni ’50, nella rievocazione del mitico viaggio lungo la via Emilia. .

Antico e presente si sono avvicinati nell’incontro sulla filosofia grazie a Remo Bodei e Giuseppe Cambiano, nell’affascinante  dialogo di Marc Augé e Paolo Fabbri, per toccarsi, con drammatica intensità, nella pagina dedicata ai terremoti che hanno colpito la nostra regione dall’epoca romana all’oggi. Un oggi richiamato dalla toccante testimonianza della Pinacoteca di Cento nella documentazione del suo direttore che ha raccontato l’emergenza.

Avvincente la lettura di Eugenio Riccomini che ha portato in evidenza l’originalità dell’arte rinascimentale, e in particolare della scultura, “al di qua” dell’Appennino, espressione di una formazione culturale e di un carattere forgiato dalla stessa geografia. Il tema del viaggio è il file rouge degli eventi serali che hanno visto sabato Franco Cardini, David Riondino e Sergio Valzania  farci sognare e riflettere sull’Oriente nei suoi tanti volti, sulle orme del pellegrino, e quindi, domenica, Roberto Mercadini con la Banda Osiris divertirci con uno spettacolo esilarante e nel contempo ricco di contenuti e di spunti sulla Romagna degli inizi del Cinquecento, colta e disegnata da Leonardo da Vinci.

Eventi intorno ai quali si è intessuta la rete di visite guidate e dei laboratori di Piccolo Mondo Antico festival tradizionalmente rivolti a bambini e ragazzi che hanno risposto con entusiasmo all’invito a mettersi in gioco e a sporcarsi le mani per realizzare mosaici, lucerne, pergamene, disegni, gioielli. I ragazzi sono stati anche protagonisti del progetto “Le pietre raccontano” i cui esiti sono stati presentati nell’incontro di sabato mattina  cui hanno partecipato i diversi partner, dal Liceo Giulio Cesare, all’Istituto Beni Culturali, alla Soprintendenza per i Beni Archeologici, ai Musei Comunali, al Piano Strategico “Forum Venture”.

Un Festival che è uscito anche dai luoghi consueti per aprirsi ai borghi e alla marina che hanno ospitato rispettivamente la mostra “Dalle origini del borgo a Palazzo Ghetti –  25 secoli di storia” e “La Navigazione Antica in Adriatico”. La formula che ha improntato questa nuova edizione condivisa dal Comune di Rimini con l’Istituto Beni Culturali della Regione Emilia Romagna e con la Società Editrice Il Mulino, ha incontrato il favore e l’interesse del pubblico che ha partecipato molto numeroso a tutti gli appuntamenti, dall’inaugurazione al congedo, persino sordo al richiamo della spiaggia.

"Decisamente elevato l’indice di soddisfazione dei partecipanti che hanno apprezzato la qualità degli interventi, il format del dialogo e la possibilità di seguire iniziative fra loro concatenate. Un viaggio che è iniziato ogni giorno per concludersi a tarda notte quando si sono spente le luci sui capolavori di Federico Fellini. Ma nei cuori è rimasto il sogno, forse proprio quello di tornare ad incontrarsi fra antico e presente", conclude l'assessore.

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