Grazie a nonno Michele allestito lo spaventapasseri nell'orto della scuola

Un importante tassello per il progetto scolastico che ha riscosso il plauso dell'istituto e dell'amministrazione comunale

L'arrivo dello spaventapasseri ha dato a quel piccolo appezzamento di terreno un aspetto vivace, fantasioso, creativo proprio come la mente del super nonno Michele che, non potendo intervenire in presenza durante le lezioni alla realizzazione dell’orto, causa Covid, da casa ha pensato come poter partecipare allo sviluppo del progetto di cui il nipote gli aveva parlato. Così dal “niente”, dice lui, guardando il materiale di recupero che aveva a casa , ha cominciato a creare questo personaggio snodabile, uno spaventapasseri di nuova generazione che pare quasi un robot. L’ha montato sotto gli occhi sorpresi dei ragazzini che lo ammiravano lavorare con mani esperte e veloci. 

Le insegnanti che stanno seguendo il progetto ci tengono a sottolineare: “La partecipazione di nonno Michele è stata per noi l’ennesima fonte di ricchezza: sappiamo bene quanto sia importante la presenza dei nonni, soprattutto in questo periodo. Vederlo così attivo e pieno di passione ci ha emozionato e ha fatto capire ai giovanissimi che ogni stagione della vita può essere ricca e soddisfacente se vissuta con positività e quell’entusiasmo che si nasconde dietro le piccole cose quotidiane. Il fatto che il progetto orto stia proseguendo grazie all’aiuto dei volontari, quindi nonni, genitori, Guardie Ecologiche del territorio, personale della scuola, in maniera del tutto gratuita e donando il proprio tempo, ha fatto riflettere i bambini e le bambine su quanto valgano la condivisione, il darsi, la collaborazione, non per un profitto ma per ricevere soddisfazione personale, sapere, esperienza, gioia e serenità. Il Progetto “Crescere nell’orto”, nato dal gioco spontaneo e dal desiderio dei bambini e delle bambine di lavorare la terra del giardino e creare un angolo in cui dare la vita a nuove piante quasi tre anni fa, oggi si è pienamente realizzato e avere con noi il Sindaco e i suoi collaboratori ha reso tutto più ufficiale. I ragazzi si sono sentiti importanti e attori di un cambiamento globale che deve avvenire e che dobbiamo promuovere come società educante. Non si può prescindere dal trasmettere alle nuove generazioni la consapevolezza che la salvaguardia dell’ambiente dipende dalle azioni di ciascuno di noi e dalle nostre precise scelte e intenzioni. La società e in particolare la scuola hanno il dovere di perseguire gli obiettivi dell’Agenda 2030, un Programma d’azione per le persone, l’ambiente e la prosperità che le  Nazioni Unite hanno sottoscritto per poter collaborare e trasformare il nostro mondo, verso uno sviluppo sostenibile. Quella che la scuola ha fatto non è una scelta tra tante altre, ma un vero e proprio dovere da parte delle Istituzioni scolastiche e le Amministrazioni  per crescere nuovi cittadini consapevoli di stili di vita virtuosi e consapevoli. L’orto ci sta aiutando a perseguire tali obiettivi, che sembrano alti, ma che si raggiungono partendo dal basso, dalla terra, entrando nel vivo, toccando con mano, conoscendo i particolari sorprendenti, benché piccoli, che il suolo contiene e che spesso diamo per scontato. Eppure garantiscono l’equilibrio ambientale di cui facciamo parte anche noi. Ci ha portato a studiare soluzioni  biologiche per mantenere il delicato equilibrio degli ecosistemi, nel rispetto di ogni forma di vita e di tecniche naturali come la pacciamatura per proteggere le piante dal freddo usando le foglie secche, l’uso di fondi di caffè e cenere per tenere lontani gli animaletti dannosi".                                                                                                                                                                

"Con esperienze come questa - concludono le insegnati - lo studio diventa un bisogno  per i bambini, la conseguenza di un agire adeguato a mantenere un orto vivo e sano. E’ la scuola del fare. La scuola vissuta dai ragazzi come un ambiente vicino ai loro interessi, una scuola che sa ascoltare e osservare, una scuola divertente e inclusiva dove ognuno può emergere con le proprie potenzialità. Una scuola che ti aiuta anche a superare le frustrazioni, come quella di veder morire la propria piantina, che abbiamo visto germogliare e abbiamo curato giorno dopo giorno, perché una limaccia se l’è mangiata! L’orto ci ha permesso di uscire dall’aula e di studiare nell’ambiente giardino, tra l’altro in un periodo molto difficile, carico di ansie e di paure che, come per magia, nell’orto si trasformano in serenità , in voglia di andare avanti, donandoci lo spirito giusto per rispondere con energia alle difficoltà quotidiane.”

Un ringraziamento speciale da parte della scuola va proprio ai genitori, ai nonni e alla nostra collaboratrice scolastica che, mettendo a disposizione competenze personali e materiali, dedicano il loro tempo libero al progetto; così come ringraziamo di cuore le Guardie Ecologiche Volontarie operanti sul territorio, che di persona o via mail, guidano nella gestione dell’orto grazie alla loro esperienza e alla loro passione per l’ambiente e la natura.  Un particolare ringraziamento anche alla dirigente Barbara Cappellini per l’attenzione e l’apertura ai nuovi progetti rivolti al mondo della scuola. ”Come amministrazione - ha aggiunto il sindaco Spinelli - siamo felici di poter essere parte attiva della scuola del territorio, per quanto posso non mi tiro mai indietro e anche in questo caso ci siamo fatti promotori nei confronti un gentilissimo sponsor che con una donazione ha permesso la realizzazione concreta del progetto.”

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