Grazie a un lascito testamentario Oncoematologia Pediatrica si dota di nuove risorse

Un progetto che prevede la realizzazione strutturale, all'interno dell'area del reparto di Pediatria, del Day Hospital di Oncoematologia Pediatrica e l'allestimento di uno spazio per la sedazione dei piccoli pazienti su cui devono essere effettuate manovre diagnostiche dolorose:

Ancora un tangibile segnale di fiducia, da parte della società civile, nei confronti delle strutture ospedaliere dell’Azienda USL di Rimini. Si tratta di una donazione per il Servizio di Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale “Infermi” - nell'ambito dell'Unità Operativa di “Pediatria” diretta dalla dottoressa Gina Ancora - che è stata oggetto di una conferenza stampa svoltasi stamane con il Direttore Sanitario aziendale dottor Saverio Lovecchio, il Direttore Amminsitrativo dottoressa Paola Lombardini, la stessa dottoressa Ancora e la dottoressa Roberta Pericoli, referente del servizio. La donazione deriva dal lascito testamentario della signora Serafina Giuliani che ha chiesto ai suoi eredi di devolvere al Servizio di Oncoematologia Pediatrica una cifra davvero molto importante, con la quale realizzare un progetto alla cui concretizzazione gli eredi stessi stanno partecipando attivamente e con entusiasmo. Grazie all'ammontare della cifra il servizio potrà accrescere ulteriormente le proprie prestazioni, sia quanto a rilevanza scientifica, sia quanto ad accoglienza per i piccoli pazienti. Sul primo aspetto sarà infatti attivata una poliennale consulenza scientifica per lo sviluppo delle più innovative tecniche cliniche, volta ad un trattamento sempre più personalizzato dei piccini. Si attiveranno contratti per: psicologo dedicato al supporto di pazienti oncoematologi; medico pediatra dedicato alla cura dei pazienti oncoematologici, per la formazione del personale medico tramite un consulente. 

La seconda parte del progetto prevede invece la realizzazione strutturale, all'interno dell'area del reparto di Pediatria, del Day Hospital di Oncoematologia Pediatrica e l'allestimento di uno spazio per la sedazione dei piccoli pazienti su cui devono essere effettuate manovre diagnostiche dolorose: si tratta di una vera e propria piccola sala operatoria che, grazie alla generosa donazione, sarà attrezzata con le più moderne apparecchiature, specifiche per questo uso. La sala conterrà tra l'altro un letto tecnico, un respiratore automatico, apparecchiature per il monitoraggio dei parametri vitali, un carrello con materiale d’anestesia pediatrica, defibrillatore, tre pompe da infusione, un sistema riscaldante, una lampada scialitica. Il nuovo Day Hospital di Oncoematologia Pediatrica sarà intitolato alla memoria della generosa donatrice e alla sua famiglia. Il Day Hospital sarà dotato di quattro letti, due poltrone per chemioterapia, dodici pompe da infusione, sei monitor, due carrelli (1 per urgenza e 1 per terapia), un frigorifero biologico con registratore grafico ed allarme, quattro  computer, arredi vari tra cui quattro televisori e il necessario per una piccola sala giochi, per aiutare i piccoli pazienti ad alleviare l'attesa. Il tutto in previsione di spostare poi la Pediatria, così come il resto del Dipartimento materno infantile, negli anni prossimi, nei piani “alti” del nuovo “Dea” attualmente in costruzione accanto all'ospedale “vecchio”.

Si coglie l'occasione del presente importante gesto, per ricordare che il centro di Oncoematologia Pediatrica di Rimini è uno dei 54 centri dell’Associazione Italiana di Ematologia ed Oncologia Pediatrica (Aieop). Il centro è stato fondato nel 1999 dal professor Vico Vecchi e negli ultimi 14 anni ha accolto e curato 150 piccoli pazienti (la cifra sale a 170 se si aggiungono i 20 del 2013). L’attività si svolge all’interno dell'Unità Operativa di Pediatria, diretta dalla dottoressa Gina Ancora ed è coordinata dalla dottoressa Roberta Pericoli. Il centro dispone di un’area a bassa carica microbica a pressione positiva con sei posti letto distribuiti in due stanze singole e due a due posti. All’interno di questa area è presente anche una sala giochi, tavolo di lavoro e cucinetta. Il centro si avvale inoltre di stanze dedicate per i pazienti oncoematologici in regime di day hospital all’interno del Day Hospital pediatrico. Il centro è sostenuto dall'associazione di genitori Arop che, tra l'altro, ha donato un appartamento, nei pressi dell'Ospedale, per ospitare i genitori dei piccoli pazienti non residenti a Rimini. Quello riminese è infatti uno dei cinque poli di oncoematologia pediatrica Aieop presenti in Regione, l'unico di Romagna, e perciò cura anche parecchi bimbi non riminesi. Basti pensare che il numero di casi attesi ogni anno per patologie tumorali infantili in provincia di Rimini è di 7,5 e nell'intera Romagna è di circa 25: nel 2013 i bimbi curati a Rimini sono stati, come detto, 20. un centinaio i casi annui attesi in Emilia Romagna, 1.360 a livello nazionale. La frequenza maggiore per questo tipo di tumori è di leucemie e linfomi, seguiti dai tumori solidi.

Nell'unità operativa lavorano 3 medici dedicati più un consulente esterno, consulenze di altri professionisti ospedalieri per nefrologia, gostroenterologia, endocrinologia pediatrica, un'infermiera per turno, uno psicolo, un'operatrice amministrativa. Ovviamente vi sono poi altre consulenze meno strutturate con i professionisti ospedalieri. Aprendo i lavori il dottor Lovecchio ha detto che “con questa donazione effettuiamo un fondamentale passo avanti nella cura di queste specifiche patologie, su cui è molto importante anche il sostegno psicologico, ai pazienti e alle famiglie, nonché lo sviluppo delle tecnologie sanitarie”. Mentre la dottoressa Lombardini, nell'aggiungersi agli unanimi ringraziamenti alla famiglia, ha ricordato che non oltre una settimana fa vi è stata l'inaugurazione di altre apparecchiature, frutto di lascito di privati, per centomila euro, in Psichiatria: “Sono sempre di più – ha detto – gli atti di liberalità di istituzioni, ma anche di singoli cittadini, verso la sanità riminese, lo intendiamo come gesto di fiducia e facciamo e faremo di tutto per massimizzare l'utilità di queste risorse”. “Tutte le malattie sono difficili da seguire, quelle nei bambini lo sono di più – ha detto la dottoressa Ancora -, e compromettono oltre alla vita anche lo sviluppo. Per questi pazienti abbiamo attivato un pool di professionisti supportato dalla psicologa. Le famiglie hanno tutti i nostri numeri di cellulare, poiché capiamo la delicatezza di queste patologie”.  “Una delle soddisfazioni più belle – ha aggiunto la dottoressa Pericoli – è vedere bimbi che abbiamo seguito vent'anni fa, che ora si sono sposati e hanno avuto figli, poiché nell'80 per cento dei casi di queste patologie si guarisce”.

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