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Grignani si difende su Facebook e chiede scusa ai carabinieri di Riccione

Nonostante si trovi in stato di fermo ai domiciliari in attesa del processo per direttissima di lunedì, il cantante milanese si affida ai social network per spiegare la situazione

Nonostante si trovi in stato di fermo ai domiciliari in attesa del processo per direttissima di lunedì, il cantante milanese si affida ai social network per spiegare la situazione e, alla fine, chiede scusa ai militari dell'Arma aggrediti. La sua difesa arriva nel tardo pomeriggio di domenica dopo che, nella serata di sabato, ha dato in escandescenza nella sua abitazione. "Chiedo sentitamente scusa" ai militari intervenuti sul posto per il comportamento assunto, ha poi detto oggi il cantante tramite una nota dell'ufficio stampa. Il cantautore milanese, 42 anni, è in vacanza a Riccione con la moglie e i 4 figli, dove ha affittato un appartamento vicino al mare. Sabato sera, intorno alle 20.30, sono stati chiamati i carabinieri perchè Grignani dava in escandescenza e la situazione stava diventando pericolosa. L'artista e la moglie Francesca Dall'Olio però "tengono a precisare che la vicenda di ieri sera non è in alcun modo legata alla famiglia nè, tantomeno, che sia stata la moglie ad allertare i carabinieri". In casa, oltre alla moglie e ai figli (il più grande ha otto anni, il più piccolo due) c'era anche un cugino del cantante che vive a Riccione. I militari dell'Arma - secondo la nota dell'ufficio stampa del cantante - "sono intervenuti su segnalazione del cugino di Grignani, il quale, in stato confusionale dovuto a una forte crisi di panico, ha reagito all'intervento in modo sconclusionato".

"State leggendo un sacco di cose, e le state commentando - scrive Grignani sul suo profilo di Facebooke per quanto vi garantisco che non ci si abitua mai ai giudizi sommari e a certe cattiverie gratuite, è giusto e normale che sia così. E lo accetto. Non lo scoprite oggi e non ve lo devo raccontare che non sono una persona facile. E non lo sono né per me, né per chi mi sta intorno. Ma tant'è. Non mi nascondo, credo di non averlo mai fatto (e credo ve ne siate accorti negli anni). Né tantomeno ho mai pensato di aver qualcosa da insegnare a qualcuno, né ho mai pensato di poter essere d'esempio per chicchessia. Detto ciò. Non sono in questura né in ospedale, ma a casa con Francesca e i bimbi. Ieri ho avuto una giornata difficile. Brutta. Si, perchè capita anche a noi privilegiati, quelli per intenderci baciati dalla fortuna e dal successo, quelli che non sono costretti ad alzarsi tutte le mattine all'alba per andare a lavorare e tutto quello che meglio vi viene da pensare. Ero stanco, nervoso, ansioso, mi è venuto un attacco di panico, ho avuto paura, e ho perso il controllo. Non ce l'avevo con nessuno, non ho alzato le mani su nessuno, stavo male, ho bevuto, quando Francesca ha capito la situazione si è allontanata con i bimbi e ad assistermi è rimasto un mio amico. Mi mancava l'aria, mi mancava tutto, avevo evidentemente bisogno d'aiuto e abbiamo chiamato i carabinieri. Non ho buttato nessun rappresentante dell'Arma giù dalle scale, non ho aggredito nessuno, ma ero in stato confusionale e caricarmi sull'auto non è stato semplice e probabilmente è volata qualche spinta. Affronterò tutto questo esattamente per quello che dev'essere, e ne pagherò le conseguenze. Su tutto voglio scusarmi con i Carabinieri intervenuti sul posto, e con chi ieri sera se l'è dovuta vedere col peggio di me. Che c'è, è sempre li, da doverci fare i conti tutti i giorni. E a volte esagera".

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