Mercoledì, 17 Luglio 2024
Cronaca

Grossi: "Nel pubblico stipendi bassi e troppe pressioni. I medici giovani ci sono, ma vanno all'estero"

Il presidente dell'Ordine dei medici Maurizio Grossi fa il punto sulla sanità riminese: "Vanno trovate soluzioni, ma non sarà immediato. La questione dei Pronto soccorsi lo insegna"

“I medici ci sono, ma sono sempre meno attratti dalla sanità pubblica”. E’ questo il grido d’allarme del presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri Maurizio Grossi. Il presidente fa il punto sulla sanità riminese in occasione della presentazione del premio Iano Planco d’oro, che quest’anno sarà assegnato al medico Maria Mercedes Rossi.

Presidente Grossi, si parla sempre più della difficoltà di arruolare nuovi medici nella sanità. Cosa sta accadendo?

“I nostri numeri dicono che le nuove leve ci sono, i medici giovani non mancano. Solo a Rimini sono entrati nell’ordine nel 2022 ben 53 neolaureati, erano stati sempre 53 anche nel 2021 e 118 nel 2020. Dai nostri monitoraggi sono però sempre più i neo laureati che per specializzarsi o anche per intraprendere la professione decidono di andare all’estero. E per chi rimane si riscontra un’attrattiva sempre meno forte per la sanità pubblica”.

Ancora nelle scorse ore il direttore generale dell’Ausl Carradori parlava apertamente della difficoltà di trovare medici per gli ospedali. Cosa sta accadendo?

“Si stanno sommando molti fattori e mentre una volta lavorare in ospedale era un obiettivo oggi incidono troppi temi. Gli stipendi sono sempre meno attrattivi e non adeguati, si deve fare i conti con carichi di lavoro sempre più pesanti, inoltre ci sono i rischi continui con responsabilità civili e penali per presunta malasanità. Dico presunta, perché quasi sempre i tribunali dicono diversamente, ma intanto i medici restano magari anche per anni sulla graticola. In più c’è da aggiungere il continuo rischio aggressioni non solo verbali ma anche fisiche”.

E come si può correre ai ripari?

“Vanno trovate soluzioni, ma non sarà immediato. La questione dei Pronto soccorsi ce lo insegna. L’Ausl Romagna fin qui ha cercato sempre, e sul tema concordo con il direttore Carradori, di evitarlo: ma in Italia si sta andando nella direzione dei medici in arrivo da cooperative o arruolati a gettone. Spesso nei Pronto soccorsi su dieci medici, quasi tutti hanno contratti differenti. Come ordine abbiamo quest’anno avviato un tavolo di lavoro con la Regione e le Ausl, ci vanno molte modifiche ma la situazione non è dietro l’angolo”.

Tema medici sospesi perché non vaccinati Covid. Rientrati tutti a lavoro?

“Noi, come da indicazione della legge, li abbiamo messi nella condizione di poter tornare a lavorare: alla fine i numeri parlano di 62 procedimenti di sospensione nel 2021 e 83 casi nel 2022, su un ordine che conta su circa 2000 iscritti”.   
 

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