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"Criminal Minds", Vitali: "Senso di inquietudine"

Il presidente della Provincia di Rimini, Stefano Vitali, non nasconde "un senso di pesante inquietudine" per i risultati dell'operazione "Criminal Minds" della Guardia di Finanza di Rimini

Il presidente della Provincia di Rimini, Stefano Vitali, non nasconde “un senso di pesante inquietudineper i risultati dell'operazione “Criminal Minds” della Guardia di Finanza di Rimini, che si è conclusa con  l'arresto di nomi eccellenti del riminese con le accuse di corruzione, divulgazione di notizie riservate, estorsione, ricettazione, trasferimento fraudolento di valori, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, detenzione e spaccio di droga e di sostanze dopanti.

L'attività delle Fiamme Gialle, che ha portato anche al sequestro di beni immobili e mobili, e società per 10 milioni di euro, “pone infatti ancora una volta in evidenza il tema dell’infiltrazione della criminalità organizzata nella nostra economia. Questa operazione, insieme alle altre svolte nell’ultimo anno e mezzo, stanno sempre più dando la portata del fosco intrico tra finanza illegale e il sistema economico locale. Un intreccio criminoso contro il quale si stanno battendo, con grandi risultati, le nostre Forze dell’Ordine alle quali va, senza se e senza ma, tutto il mio ringraziamento e sostegno”.

“Sappiamo quanto sia importante, soprattutto in momenti di difficoltà come quelli che stiamo vivendo, non abbassare la guardia e, anzi, contrastare colpo su colpo l’avanzata del crimine organizzato – continua Vitali -. Le mafie che mi fanno più paura sono quelle con la maschera della normalità, travestite da locali alla moda e dalla “bella vita”, sono quelle che si insinuano nella nostra quotidianità passo dopo passo, facendoci passare per naturale quello che invece dobbiamo avere la forza di riconoscere come sbagliato, scorretto, criminoso”.

“La portata di quello che sta avvenendo ci avverte che siamo di fronte ad un problema che, per essere sconfitto, può e deve essere affrontato non solo dalle Istituzioni; non ci sono infatti scorciatoie, o è tutta la nostra comunità che prende consapevolezza dell’emergenza in cui siamo, o le istituzioni da sole non riusciranno – prosegue il presidente della Provincia -. Il contrasto alle mafie nasce infatti da piccoli gesti ed azioni quotidiane che ognuno di noi può compiere, dal rispetto della legalità certo, ma anche da un approccio diverso al costume, al vivere sociale”.

“Quanto questo fenomeno sia diffuso lo si evince anche dalle recenti dichiarazioni del Ministro dell’Interno Cancellieri che, dopo “un’attenta valutazione sui rischi di infiltrazioni delle organizzazioni criminali che corre la regione Emilia Romagna” ha annunciato di voler istituire in regione una sede della DIA (Direzione Investigativa Antimafia) – ricorda Vitali -. In questa direzione va anche il finanziamento che la Regione Emilia Romagna ci ha già anticipato informalmente (e che verrà formalizzato a breve) all’Osservatorio provinciale anti mafia, che si occuperà all’analisi e al monitoraggio degli atti illeciti legati alla criminalità organizzata di stampo mafioso. Come già affermato in passato, la criminalità organizzata va dove trova soldi e imprese, per riciclare, reinvestire, moltiplicare il denaro”.  

“L’esperienza ci insegna che proprio in momenti come questi è particolarmente attiva perché avanza con la crisi e cresce con la paura – evidenzia ancora il presidente della Provincia -. E allora doveroso attrezzarsi  con strumenti che ci mettano nella condizione di conoscere e approfondire il fenomeno, per poi poterlo contrastare con ancora più fermezza sul terreno, come già con successo hanno dimostrato di saper fare le Forze dell’Ordine”.

“Siamo un territorio con la schiena dritta, gente orgogliosa del nostro lavoro e della ricchezza creata con impegno e sudore – sottolinea Vitali -.  La malavita ci osserva perché vuole appropriarsene, e sfrutta per questo il momento della crisi economica, dove è più facile piegarsi al compromesso, a chiudere un occhio, a piegare la schiena. Non ce lo possiamo permettere, sono questi anzi i momenti dove dobbiamo dimostrare il nostro orgoglio, quello che ci ha reso una terra non solo ricca ma anche giusta, solidale e sana.  Non lasciamo da sole le Istituzioni e le Forze dell’Ordine, ma dimostriamo tutti insieme di essere più forti del cancro che ci vuole contaminare, senza se e senza ma”.

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