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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca

I guardia spiagge scrivono a Bonaccini: "Vogliamo essere indipendenti, il servizio diventi pubblico"

L'associazione Marinai di Salvataggio chiede un incontro in Regione: "Basta subappalti ai privati, siamo già a tutti gli effetti un servizio pubblico".

L'associazione Marinai di Salvataggio della Provincia di Rimini prendono carta e penna per scrivere al presidente della Regione Stefano Bonaccini. La missiva è rivolta anche all'assessore al Turismo Andrea Corsini. Nel documento chiedono che il servizio di salvataggio "diventi pubblico e gestito dal pubblico, non subappaltato al privato. Ci sembra un'anomalia evidente a cui pensiamo sia giunta l'ora di mettere fine".

L'associazione è attiva da oltre 10 anni attiva per la salvaguardia della vita in mare nel territorio. "Mettiamo subito in chiaro che non è nostro interesse entrare nella bagarre sulle concessioni balneari - scrivono gli addetti -. Il fatto è che, quali che siano i futuri concessionari di spiaggia, abbiamo iniziato a sentire la necessità di divenire indipendenti da loro, diventando servizio pubblico a tutti gli effetti come già lo siamo di fatto".

E si addentrano nelle problematiche: "Anche nel nostro lavoro, negli ultimi anni abbiamo assistito all'emergere del lavoro nero (o grigio) e al mancato rispetto dei contratti, in alcuni casi ai tagli sulla manutenzione dei mezzi a nostra disposizione (già desueti) e sui corsi di aggiornamento, a postazioni scomparse per far risparmiare qualche imprenditore e quindi a casi di mancato rispetto dell'ordinanza balneare, ed al mobbing per chi cerca di far emergere che la sicurezza in mare non dovrebbe essere governata in base a logiche di risparmio aziendale".

"Riteniamo che il nostro lavoro dovrebbe rispondere unicamente alle necessità della sicurezza in mare e battigia, che devono essere slegate da quelle del profitto, che tendono strutturalmente ad abbatterne i costi e quindi ad abbassarne la qualità. Per tutte queste motivazioni, data la vostra attenzione al nostro ambito lavorativo, siamo qui a chiedervi un incontro al riguardo", conclude la lettera.

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