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Guerra ai dehors, il Comune inferocito: "E' stato negato il rinnovo a decine di esercenti, è inaccettabile"

L'assessore Jamil Sadegholvaad: "Le posizioni a rischio sono un'ottantina, il regolamento lo abbiamo scritto insieme tre anni fa, cosa è cambiato?"

Il 31 ottobre c'è chi dovrà già sbaraccare. E' una situazione inaccettabile", attacca duramente l'assessore Jamil Sadegholvaad. Sul 'piatto' c'è la vicenda dehors, finiti nel mirino della soprintendenza, per cui possono essere montati solo otto mesi all'anno e per alcuni ne contesta le strutture ritenute veri e propri ampliamenti dei locali.

"Tre anni fa abbiamo scritto come Comune, insieme alla Soprintendenza, il regolamento dehors a quattro mani - precisa Sadegholvaad - Gli imprenditori hanno fatto investimenti sulla base di quel regolamento e ora si piomba nell’incertezza. C'è chi ha assunto del personale e adesso non sa se potrà continuare a tenerlo". L'assessore punta il dito contro il soprintendete Vincenzo Napoli che ha annunciato il giro di vite sui dehor del centro storico e dei borghi. "D’ora in poi potranno essere solo stagionali, otto mesi all’anno, e con strutture meno impattanti. Decine di gestori di locali si sono visti già recapitare le lettere di diniego dei rinnovi a dehors e tavolini esterni, inviate dalla soprintendenza, e le posizione a rischio sono un'ottantina. Se le cose non cambieranno nei prossimi mesi ne arriveranno altre man mano che le concessioni scadranno".

“La gente è disperata, si presentano in Comune con le lettere in mano, increduli rispetto a quello che leggono. C'è anche chi ha investito 100mila euro per un dehor annuale e ora lo devono smontare. in ballo ci sono molti soldi e posti di lavoro. Qui ci sono in ballo i locali del centro storico, del borgo San Giuliano, Sant'Andrea e San Giovanni. A rischio c'è anche il presepe di sabbia al Porto, infatti il soprintendente non vuole il tendone che serve a proteggerlo e quest’anno quindi potrebbe saltare”.

Sadegholvaad inoltre evidenzia anche l'importanza dei luoghi: "I locali danno vita a piazze e strade per dodici mesi all’anno –  e senza dehor certe aree sono a rischio degrado. Servono certezze per gli operatori, ancor di più in una città come Rimini che cerca di essere viva tutto l’anno. Campiamo che la Soprintendenza vuole punire chi ha sbagliato, ma non si può estendere a tutti. Dobbiamo ragionare insieme sulla questione e ognuno deve restare all’interno delle proprie competenze. Ci venga detto come vanno fatte le strutture ma non quanto posso restare allestite. Altrimenti il soprintendente si candidati a fare il sindaco".

La preoccupazione tra gli esercenti si taglia col coltello, anche perché il parere della soprintendenza è vincolante e agli imprenditori, se nulla cambierà, resta solo la via del ricorso al Tar. 

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